Chi sono

Carlo Vulpio è nato ad Altamura e si è laureato in Giurisprudenza a Bari, con una tesi in diritto processuale penale. Nel 1986 ha fondato e diretto il giornale locale “Piazza” e poi ha collaborato con varie testate, tra le quali L’Espresso, Avvenimenti, l’Unità e Corriere della Sera.
E’ approdato in via Solferino, a Milano, nel 1990 quando a dirigere il Corriere c’era Ugo Stille.
Per il Corriere della Sera si è occupato di grandi fatti di cronaca e di inchieste in Italia e all’estero. Nel 1993, dopo la caduta del regime di Enver Hoxha, è stato tra i primi a sbarcare in Albania e nel 1995 ha seguito la guerra nella ex Jugoslavia. Ha poi focalizzato la sua attenzione sui problemi dell’immigrazione.

Ha insegnato per diversi anni, come docente a contratto, all’università statale di Bologna dove è stato titolare della cattedra di “Informazione, media e cittadinanza” per il corso di laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica.

Sempre come inviato del Corriere della Sera, Carlo Vulpio si è occupato di alcuni casi giudiziari delicati e controversi, che il 3 dicembre 2008 gli sono costati la “sollevazione dall’incarico” (ma non è stato licenziato) da parte del direttore della testata, Paolo Mieli.

Nel maggio del 2008 Vulpio scrive “Roba Nostra” (Il Saggiatore), a cui è stato assegnato il premio “Rosario Livatino 2009”.

Nel maggio del 2009 pubblica “La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa” (Edizioni Ambiente), un libro di “letteratura d’inchiesta” sull’Ilva di Taranto, vincitore del premio Magna Grecia Awards 2012.

Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 è stato candidato come indipendente nell’IdV (in tutte le circoscrizioni italiane, Isole escluse). Ha ottenuto 37.499 voti di preferenza, ma non è stato eletto per 237 voti nel Nord Ovest ed è risultato primo dei non eletti nella circoscrizione Centro.
Si è candidato anche per non finire ingiustamente in galera e per continuare la sua battaglia a favore di un’informazione libera.

Nel 2011, con Vittorio Sgarbi, è coautore per Rai 1 del programma “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi”, chiuso dalla rete – caso unico nella storia della Rai per un programma culturale – dopo una sola puntata, con la motivazione ufficiale di un ascolto più basso (8,5% di share, 2milioni 400mila spettatori) rispetto alla media della rete (11%).

Nel 2012, con Mauro Masi, scrive “Un nemico alla Rai” (Marsilio).

Nel 2016, pubblica “L’Italia nascosta” (Skira), un viaggio nell’Italia dei luoghi e dei capolavori d’arte meno conosciuti.

Attualmente, scrive per le pagine culturali e per l’inserto domenicale “la Lettura” del Corriere della Sera.

46 commenti (+add yours?)

  1. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Delitto perfetto
    Lug 29, 2009 @ 15:29:12

    • cristiano Tinazzi
      Ago 17, 2009 @ 19:26:40

      ciao Carlo, sono Cristiano, un collega giornalista,

      potresti contattarmi via mail? vorrei farti una intervista per il mensile ‘Il Mucchio’

      ciao

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  2. Delitto perfetto -
    Lug 30, 2009 @ 07:19:59

  3. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Delitto perfetto/2
    Lug 30, 2009 @ 23:08:10

  4. Delitto perfetto/2 -
    Lug 31, 2009 @ 07:10:40

  5. Delitto perfetto | Reset Italia
    Lug 31, 2009 @ 17:01:24

  6. Rocco
    Ago 01, 2009 @ 00:56:26

    Persona rara quella che denuncia le magagne del suo partito mentre egli è in corsa per le elezioini. Mi dica che esiste veramente e che non è un ologramma alternativo della Casaleggio Ass.
    Con stima e ringraziamento per la sua dignità, spero che emergano altre persone come lei osservando il suo esempio.

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  7. Gianni
    Set 06, 2009 @ 18:06:49

    Faccio i complimenti al signor Vulpio per ilcoraggio che dimostra di avere per denunciare tutto ciò che non può andare.
    Da compaesano sono contento di avere una persona che abbia le mie origini e che combatte per cause giuste, volevo dirle che l’ho sempre seguita e ho sempre letto con attenzione i suoi articoli e i suoi libri.
    Sto studiando comunicazione e la prendo sempre come esempio.
    Complimenti vivissimi!

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  8. LUISA MAZZARIOL
    Ott 19, 2009 @ 23:35:02

    Peccato, dr. Vulpio, che Lei non abbia la residenza in Veneto. Le avrei proposto di candidarsi con il movimento lanciato da Beppe Grillo- del quale faccio parte- quale governatore della mia regione. Le ho dato in modo convinto il mio voto per le europee, e mi sarebbe piaciuto votarLa anche per le regionali. Chissà se se ne puo’ riparlare per le prossime politiche del 2013……

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  9. raffaella
    Ott 21, 2009 @ 22:29:03

    Struggente: questa parola affiora quando attraverso Taranto. È nostra sorella, ce l’ho qui vicino, ci ho vissuto qualche tempo, riconosco il suo odore quando tira scirocco. Spaccare via Duomo è entrare nella ferita: una bellezza e un dolore che non puoi fare a meno di piangere. Tutt’intorno è ormai cicatrice deforme.

    Ho stretto un patto con questa terra: non l’ho lasciata, ma ora mi ha incatenata alla sua povertà. Taranto sono io, voglio salvare la sua vita per salvare la mia.

    Ho ascoltato il suo intervento la scorsa estate a metà strada tra la Centrale a carbone di Cerano e l’Ilva, sulle colline di Ceglie Messapica…

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  10. Jessica-online
    Ott 28, 2009 @ 14:49:17

    molto intiresno, grazie

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  11. Cutolo Pina
    Ott 28, 2009 @ 23:04:51

    Non sono pratica di blog, avrei solo bisogno di conoscere l’e mail di Carlo Vulpio per invitarlo a un convegno sulla legalità a Sant’agata di puglia (FG). Chi mi aiuta?

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  12. Alessandra
    Nov 14, 2009 @ 12:11:13

    Ciao Carlo scusami se ti do del tu noi forse ci siamo già conosciuti ma non so se ti ricordi di me! 🙂 Ingamba come sempre! a presto!

    Rispondi

  13. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guest post: Quel maledetto dopiopesismo
    Mar 02, 2010 @ 18:27:47

  14. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guest post: Quel maledetto dopiopesismo
    Mar 02, 2010 @ 18:35:14

  15. Ferdydurke
    Mar 03, 2010 @ 09:06:18

    [Nel 1993, dopo la caduta del regime di Enver Hoxha, è stato tra i primi a sbarcare in Albania]

    Enver Hoxha e’ morto nel 1985 e sebbene il regime si sia protratto oltre la sua morte, dall’articolo si capisce che la sua morte abbia di poco preceduto “lo sbarco” di Vulpio in Albania. Invece erano passati ben 8 anni.
    Gli albanesi sbarcarono in massa in Italia, come tutti noi pugliesi ricordiamo, gia’ nel 1991. Mi sembra difficile credere che in due anni nessun giornalista sia andato a fare servizi in Albania.

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  16. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guest post: Ragioniamo un attimo, per favore
    Mar 09, 2010 @ 12:04:00

  17. gianfranco
    Mar 19, 2010 @ 21:56:32

    Complimenti a Carlo Vulpio per il suo intervento di ieri da Lamberto Sposini,sono rimasto sorpreso piacevolmente dal rivederti sugli schermi di mamma Rai.

    Rispondi

  18. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guest post: Cosa sta accadendo nell’amministrazione della Giustizia nella “Repubblica indipendente” di Lucania e Calabria
    Apr 27, 2010 @ 15:53:07

  19. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Guest Post: Cosa sta accadendo all’amministrazione della Giustizia nella “Repubblica indipendente” di Lucania e Calabria?
    Apr 27, 2010 @ 17:08:36

  20. mario arcore
    Lug 01, 2010 @ 23:38:17

    Riguardo il testo sotto riportato che lei ha scritto nel Febbraio 2010, forse ora dovrebbe informare i lettori
    sull’ esito finito a Maggio 2010 che su richiesta di uno degli indagati e’ avvenuto con rito abbreviato. Confido nella sua professionalita’ di giornalista.

    Testo originale: ” Vogliamo per esempio capire come mai nessun giornale, dico nessuno, e nemmeno una tv, dedichi un po’ di spazio a un processo in corso a Potenza (e ad altri simili in altre parti d’Italia) davanti al gup Luigi Barrella, in cui qualche giorno fa si doveva decidere (l’udienza è stata rinviata a maggio causa neve) del rinvio a giudizio per reati gravissimi (corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, peculato) dell’ex capo dei gip di Taranto, Giuseppe Tommasino e dell’ex capo della procura di Taranto, Aldo Petrucci?

    Tommasino è uno che ha fatto anche il commissario nei concorsi per notaio, mentre Petrucci è attualmente capo della Procura minorile di Lecce.

    Tommasino e Petrucci, secondo l’accusa dei pm Cristina Correale e Ferdinando Esposito, facevano gioco di squadra per avvisare gli indagati, svolgere indagini in maniera eccessivamente generica affinché venissero archiviate, scambiarsi favori giudiziari illegali.

    Vi rendete conto di cosa stiamo parlando?”

    Rispondi

  21. Salvatore Di Gregorio
    Mar 14, 2011 @ 12:22:26

    Mazara del Vallo 13/03/2011

    Gentilissimo Dr. Carlo Vulpio, dopo parecchio tempo mi faccio vivo, non mi son fatto sentire
    principalmente per non disturbarla, anche se l’ho seguita sempre con interesse nelle sue cose.
    Le invio, in allegato, quello che dovrebbe essere l’atto finale (grazie agli avvocati del Centro Pio La Torre) della nostra vicenda. Non so se Francesca Tavone, alla quale di tanto in tanto fornisco aggiornamenti, le ha fatto sapere, ho moltissimo da raccontarle ( Nuove sporche vicende finite male per loro), dietro mio esposto al M. degli Interni il Dr. Linares della questura di Trapani ha aperto indagini. Spero in un momento dove rubarle cinque minuti per un colloquio telefonico. Le invio un abbraccio da parte di tutti i miei familiari ed in particolare di mia Mamma, che compie 92 anni a Maggio ed è sempre “eccezionale”, La saluto con grande stima Salvatore Di Gregorio

    Gazzerosse
    Via Salemi Km 2,7
    91026 Mazara del Vallo (TP)
    Tel. / Fax 0923 941276
    Cell. 3496887912

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia-na in sede giurisdizionale ha pronunciato la seguente
    D E C I S I O N E
    sui ricorsi nn. 1413 e 1511 del 2007, proposti da
    LICARI MARIA
    rappresentata e difesa dall’avv. Lucia Di Salvo ed elettivamente domiciliata in Palermo, via Notarbartolo n. 5, presso lo studio della stessa;
    c o n t ro
    1)- nel ricorso n. 1413/2007:
    – il COMUNE DI MAZARA DEL VALLO, in persona del sindaco pro tempore, non costituito in giudizio;
    – la POIATTI s.p.a, in persona del legale rappresentante por tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Angelo Cacciatore e Giuseppe Lo Dico ed elettivamente domiciliata in Palermo, via F.P. Di Blasi n. 16, presso lo studio del primo;
    2)- nel ricorso n. 1511/2007:
    – il MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tem-pore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici, in via Alcide De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato;
    – la PREFETTURA DI TRAPANI, in persona del legale rappresentan-te por tempore, non costituita in giudizio;
    – la POIATTI s.p.a, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa come sopra;
    per l’ottemperanza
    ai giudicati formatisi sulle decisioni di questo Consiglio del 26 febbraio 1998, n. 98 e 30 novembre 2005, n. 825.
    Visti i ricorsi con i relativi allegati;
    Relatore, alla Camera di Consiglio dell’8 giugno 2010, il Con-sigliere Guido Salemi;
    Uditi, altresì, l’avv. L. Di Salvo per l’appellante, l’avv. A. Cac-ciatore per la Poiatti s.p.a. e l’avv. dello Stato Bucalo per il Ministero dell’Interno;
    Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:
    F A T T O
    1) La ricorrente sig.ra Maria Licari, proprietaria di un appezza-mento di terreno in Mazara del Vallo (TP) esteso in mq. 16.180 e allibrato in catasto alla partita 28826, foglio 176, particella 198, ha esposto quanto segue.
    Essa proponeva ricorso al T.A.R. Sicilia, sede di Palermo, chiedendo l’annullamento dei decreti del Prefetto di Trapani n. 9785 del 17 settembre 1987 e n. 15682 dell’8 gennaio 1988, concernenti rispettivamente la dichiarazione di pubblica utilità di un progetto di ampliamento del pastificio Poiatti s.p.a. e l’espropriazione del fondo della ricorrente per una superficie di mq. 15.790 mq. in favore di detta società.
    Con sentenza n. 254/1994, il giudice adito respingeva il ricorso.
    La ricorrente proponeva appello, che era accolto da questo C.G.A. con sentenza n. 98 del 26 febbraio 1998.
    Avverso tale sentenza, la società Poiatti proponeva ricorso per Cassazione.
    Con sentenza n. 725 del 15 ottobre 1999, la Corte di Cassazio-ne a Sezioni unite dichiarava il ricorso inammissibile.
    Con provvedimento, prot. n. 8790 del 16 ottobre 2000, emesso in via di autotutela, il Comune di Mazara del Vallo, richiamate la sentenza di questo CGA n. 98/1998 e delle Sezioni unite della Corte di Cassazione n. 725/1999, disponeva l’annullamento della concessione edilizia n. 871 del 26.8.1994, della concessione edilizia in variante n. 1011 del 16.6.1997 e dell’autorizzazione edilizia n. 478 del 17.7.1993, tutte rilasciate alla società Poiatti per la realizzazione dell’amplia-mento dello stabilimento industriale.
    Avverso tale provvedimento insorgeva la società Poiatti con ricorso proposto innanzi al T.A.R. Sicilia.
    Con sentenza n. 3830/2002, il giudice, previa riunione del suddetto ricorso con i ricorsi del 1992 e 1994, proposti dalla sig.ra Licari, rigettava il ricorso stesso e dichiarava inammissibili gli altri due ricorsi.
    La società Poiatti proponeva appello.
    Con sentenza n. 825 del 30 novembre 2005, questo C.G.A. re-spingeva l’appello, stabilendo in particolare che:
    a)- “… la proprietà del suolo non può ritenersi essere stata mai acquisita dall’appellante”;
    b)- l’ordine demolitorio si doveva “intendere nel senso che esso legittimamente si estende (solo) a quei manufatti che essendo ubicati sul confine o nei pressi del confine tra il fondo della Licari e la residua proprietà Poiatti sono privi di autonomia rispetto a quelli realizzati sul fondo dell’appellata o si originano da volumetria da quest’ultimo derivata”.
    Detta sentenza passava in giudicato.
    Con provvedimento n. 34 dell’8 febbraio 2006, il Comune di Mazara del Vallo ordinava nuovamente alla società Poiatti di procedere alla demolizione delle opere di cui alla precedente ordinanza n. 366 del 20 dicembre 2000 e al ripristino dei luoghi.
    La società Poiatti proponeva nuovamente ricorso al T.A.R. Si-cilia che, con ordinanza n. 559/2006, accoglieva l’istanza cautelare.
    Tale decisione era annullata da questo C.G.A. con ordinanza n. 472/2006.
    Infine, con ulteriore provvedimento n. 230 del 19 ottobre 2006, il Comune di Mazara del Vallo, richiamata la pronuncia n. 472/2006 di questo C.G.A., ordinava alla società Poiatti di provvedere allo sgombero degli immobili e dei manufatti da persone e da cose di cui all’ordinanza n. 34/2006.
    Non essendo stata data puntuale e completa esecuzione al giu-dicato derivante dalle sentenze di questo CGA n. 98/1998 e n. 825/2005, la sig.ra Licari ha proposto due ricorsi per l’ottemperanza, di cui ha, in seguito, chiesto che fossero riuniti.
    Nelle conclusioni, la ricorrente ha chiesto la condanna del Co-mune di Mazara del Vallo e della società Poiatti a conformarsi agli obblighi derivanti dal giudicato di cui alle summenzionate sentenze e la nomina, come Commissario ad acta, dell’Ufficiale Comandante del Genio militare della Sicilia, siccome dotato della professionalità e dei mezzi necessari a garantire l’effettiva demolizione.
    Resiste ai ricorsi la società Poiatti.
    2) Con ordinanze n. 1084 e 1085 del 19 dicembre 2008, questo Consiglio ha ordinato l’esecuzione di incombenti istruttori al fine di adeguare lo stato di fatto al “praecepta iuris” contenuti nelle decisioni da ottemperare, dandone mandato al Presidente del Collegio dei geometri di Trapani.
    In particolare, questo Consiglio ha osservato che “… occorrerà preliminarmente operare una ricognizione dello stato attuale dei luoghi per cui è causa (ossia quello su cui incide la statuizione della decisione ottemperanda, vuoi in termini di obblighi di rilascio alla ricorrente, vuoi di riconduzione al pristino stato); individuandosi, quindi, chi ne abbia il possesso, quali opere v’insistano e quali di esse, ove ve ne siano, vadano demolite o modificate affinché sia data integrale ottemperanza al giudicato formatosi tra le parti”.
    Il Presidente del Collegio dei geometri di Trapani, geom. Fran-cesco Parrinello, coadiuvato dal geom. Angelo Termine, ha effettuato accertamenti diretti a dare risposta ai summenzionati quesiti e sull’esi-to degli stessi ha riferito nella relazione del 19 giugno 2009.
    Con ordinanza n. 1219 del 18 dicembre 2009, questo Consiglio ha disposto la riunione dei due ricorsi in ottemperanza, stante la loro connessione soggettiva e oggettiva, e ha ordinato lo svolgimento nel termine di sessanta giorni da parte del citato C.T.U. di ulteriori verifiche dirette ad accertare:
    a)- se la Poiatti s.p.a. abbia integralmente ottemperato alle ordinanze di demolizione n. 366 del 20/12/2000 e n. 345 dell’8 febbraio 2006 e, in caso negativo, di quali immobili si tratti e quale sia la loro ubicazione (se cioè nell’area di proprietà della sig.ra Licari o nell’area di proprietà della società Poiatti). In particolare, dovrà accertarsi se, come lamentato dal consulente tecnico di parte ing. Nicolò Sardo, talune opere che insistono nell’area della società Poiatti (consistenti in un silos, in un fabbricato o parte di fabbricato destinato ad uffici e nella metà di un mulino) siano state sottratte alla demolizione;
    b)- le ragioni per le quali, come sostenuto dal summenzionato consu-lente tecnico di parte, il sig. Francesco Giacalone, che aveva locato all’atto dell’esproprio (verbale del 12/5/1988) un appezzamento di terreno di mq. 1.800 mq., detiene attualmente un terreno di circa 7.500, che, pertanto, non avrebbe formato oggetto di restituzione alla ricorrente.
    L’incombente istruttorio è stato adempiuto.
    Alla camera di consiglio dell’8 giugno 2010, i ricorsi sono stati trattenuti in decisione.
    D I R I T T O
    1) In via preliminare va rilevata la ritualità della procedura esperita che è conforme al disposto di cui agli artt. 90 e 91 del R.D. 17 agosto 1907, n. 642.
    2) Ciò posto, vanno esaminate le eccezioni di inammissibilità che, con particolare riguardo alla decisione n. 825/2005, sono state sollevate dalla società Poiatti.
    2.1) Si sostiene, in primo luogo, che la sig.ra Licari sarebbe priva di legittimazione, atteso che, nel summenzionato giudizio, essa non aveva assunto la veste di parte ricorrente, bensì di controinteressata.
    L’eccezione è infondata.
    Legittimate, in via generale ed esclusiva, alla proposizione del giudizio di ottemperanza sono tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di cognizione concluso con la pronuncia oggetto della do-manda di esecuzione, in coerenza, del resto con la nozione della cosa giudicata di cui all’art. 2909 c.c., posto che l’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato, ad ogni effetto, tra le parti, i loro eredi o aventi causa (cfr. questo C.G.A. 10 novembre 2005, n. 764 e, più di recente, C.d.S., Sez. V, 19 novembre 2009, n. 7249).
    2.2.) Si eccepisce, poi, che la competenza a giudicare sul ricorso in ottemperanza non spettava a questo Consiglio, bensì al T.A.R., posto che la decisione di questo Consiglio era meramente confermativa di quella assunta dal T.A.R..
    L’eccezione è infondata.
    Va osservato al riguardo che il legislatore, con l’art. 37, terzo e quarto comma, della legge n. 1034 del 1971, ha attribuito rilievo alla sentenza del giudice amministrativo “della cui esecuzione si tratta” e cioè alla sentenza dalla quale si evincono le “regulae” cui si debba uniformare l’Amministrazione soccombente.
    In particolare, secondo il quarto comma dell’art. 37, “la competenza è peraltro del tribunale amministrativo regionale anche quando si tratti di decisione di tribunale amministrativo regionale confermata dal Consiglio di Stato in sede di appello.
    Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. C.d.S., A.P., 11 giugno 2001, n. 4 e, più di recente, C.d.S., Sez. VI, 3 marzo 2008, n. 796), tali disposizioni legislative si interpretano nel senso che:
    – sussiste la competenza funzionale del T.A.R., quale giudice di ese-cuzione del giudicato, qualora l’Amministrazione si debba adeguare a sue statuizioni (non impugnate, ovvero ritenute corrette e confermate in sede di appello);
    – sussiste la competenza funzionale in unico grado del Consiglio di Stato, quale giudice dell’esecuzione del giudicato, qualora l’Ammini-strazione si debba adeguare a statuizioni rese per la prima volta in sede di appello, anche se la sentenza di primo grado sia stata formal-mente confermata, ma con integrazioni o modifiche della sua motiva-zione, e cioè qualora dalla motivazione della decisione di secondo grado emerga un autonomo contenuto precettivo, quanto al con-tenuto ed alle modalità dell’ottemperanza.
    Nel caso di specie, v’è stata proprio l’integrazione della moti-vazione della sentenza pronunciata dal giudice di primo grado, avendo il giudice di appello statuito la legittimità dell’ordine di demolizione delle costruzioni divenute prive del titolo concessorio anche a “quei manufatti che, essendo ubicati sul confine, o nei pressi del confine, tra il fondo della Licari e la residua proprietà Poiatti, sono privi di autonomia rispetto a quelli realizzati sul fondo dell’appellata o si originano da volumetria da quest’ultimo derivata”.
    2.3.) Si eccepisce, infine, che, in esecuzione della sentenza del Tri-bunale civile di Marsala n. 210 del 2002, la sig.ra Licari era stata im-messa nel possesso del fondo di sua proprietà, sicchè, la medesima, avendo esperito il procedimento di esecuzione forzata, non aveva più il potere di esperire l’azione in ottemperanza ex art. 27, n. 4, del T.U. n. 1054 del 1924.
    L’eccezione è infondata.
    Come precisato dalla giurisprudenza, l’esecuzione forzata ordinaria, secondo le norme del codice di rito, e l’esecuzione in sede amministrativa, con il ricorso per l’ottemperanza, sono concorrenti, nel senso che entrambe possono essere esperite, anche contestualmente, affinché la pretesa creditoria trovi puntuale adempimento in via coattiva (cfr. Cass., SS.UU. 13 maggio 1994, n. 4661 e C.d.S., Sez. IV, 25 luglio 2000).
    Nel caso di specie, l’interesse della ricorrente non può dirsi soddisfatto con la restituzione del fondo di sua proprietà, residuando il suo ulteriore interesse ad ottenere che siano demoliti i manufatti costruiti sul confine o nei pressi del confine, secondo quanto sopra specificato.
    3) Nel merito i ricorsi sono fondati.
    3.1) Dalla 2^ relazione del consulente tecnico d’ufficio è emerso che “risultano ancora presenti nei luoghi:
    a. n. 1 silos in metallo adiacente alla parete ovest del molino;
    b. porzione di fabbricato a due elevazioni fuori terra con struttura in c.a. destinata ad uffici;
    c. porzione di opificio destinato a molino”.
    Ad avviso del Collegio, detti manufatti avrebbero dovuto essere abbattuti in esecuzione delle ordinanze di demolizione emanate a suo tempo dal Comune di Mazara del Vallo, trattandosi di immobili che sono stati realizzati nei “pressi del confine, tra il fondo della Licari e la residua proprietà Poiatti” e che “sono privi di autonomia rispetto a quelli realizzati sul fondo dell’appellata”. Trattasi, infatti, di immobili che debbono ricevere una considerazione unitaria, in quanto concorrono alla realizzazione dell’ampliamento dello stabilimento industriale della società Poiatti.
    Né rileva la circostanza che detti immobili abbiano formato oggetto della concessione in sanatoria, rilasciata dal summenzionato Comune con provvedimento n. 2459 dell’8 aprile 2010, posto che, in applicazione del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito con modi-ficazioni dalla L. 24 novembre 2003 n. 326, non è ammissibile il con-dono edilizio per le “nuove costruzioni” non residenziali realizzate sulla base di una concessione edilizia annullata in sede giurisdizionale a costruzione già ultimata (cfr. C.d.S., A.P., 23 aprile 2009, n. 4).
    Detti immobili vanno, pertanto, demoliti.
    3.2.) Sempre dalla summenzionata relazione del C.T.U. risulta con-fermato che il sig. Francesco Giacalone, che aveva locato all’atto dell’esproprio (verbale del 12.5.1988) un appezzamento di terreno di mq. 1.800 detiene attualmente un terreno di circa mq. 7.500, che non è stato restituito alla ricorrente.
    Nella consulenza del C.T.U. si precisa: “… il sig. Giacalone Francesco, alle domande sul possesso di detto fondo ha risposto che gli è stato consegnato in parte, per circa 2.000 mq. intorno a 30 anni fa dai sig.ri Di Gregorio, mentre il restante lotto di terreno gli è stato consegnato dopo circa 5/6 anni da quando è divenuto possessore del primo spezzone di terreno del sig. Domenico Poiatti nella qualità di titolare della Poiatti s.p.a, il quale dovendo allo stesso del denaro gli consegnò la chiave del cancello per potere esercitare l’attività di vivaista, il tutto corrispondente allo stato odierno dei luoghi confini e superfici, già rappresentato negli allegati alla prima relazione del C.T.U. Inoltre, lo stesso Giacalone Francesco all’atto del sopralluogo mi dichiara che non ha mai corrisposto canone a titolo di locazione alla Poiatti s.p.a. mentre lo ha corrisposto ai sig.ri Di Gregorio, in nome per conto della madre sig.ra Licari Maria, relativamente alla porzione di terreno esteso per circa mq. 2.000 e solo per i primi 5/6 anni”.
    Trattandosi di terreno che aveva formato oggetto di espropria-zione, successivamente caducata, sussiste l’obbligo della società Poiatti di farne restituzione alla ricorrente.
    4) Ai fini dell’ottemperanza al giudicato e alle conseguenti attività di demolizione, sgombero e restituzione si assegna al Comune di Mazara del Vallo il termine di 90 (novanta) giorni decorrente dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della presente decisione.
    Si nomina sin da adesso, come Commissario ad acta, l’Ufficiale Comandante del Genio militare della Sicilia il quale, in caso di inerzia dell’Amministrazione comunale, provvederà all’attuazione del giudicato, anche a mezzo di un ufficiale da lui delegato, nel termine di 90 (novanta) giorni decorrente dalla scadenza del termine come sopra assegnato all’Amministrazione.
    Le spese e gli altri oneri del giudizio sono posti a carico della società Poiatti e del Comune di Mazara del Vallo e sono liquidati nella misura indicata in dispositivo, mentre sono compensati quelli che riguardano l’Avvocatura distrettuale dello Stato.
    Al consulente tecnico di ufficio è liquidato un compenso pari a € 5.000,00, mentre al commissario ad acta, o al suo delegato, compete un compenso pari € 3.000,00.
    Entrambi tali compensi sono posti in solido a carico della società Poiatti e del Comune di Mazara del Vallo.
    Profilandosi nella vicenda in esame ipotesi di reato, si dà man-dato dalla Segreteria di trasmettere copia della presente decisione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca per gli accertamenti di competenza.
    P. Q. M.
    Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia-na, in sede giurisdizionale, accoglie i ricorsi come in epigrafe proposti da Licari Maria e, per l’effetto, così dispone:
    a)- ordina al Comune di Mazara del Vallo di adempiere al giudicato formatosi sulle decisioni di questo CGA n. 98/1998 e 825/2005 nel termine e nei modi indicati in motivazione;
    b)- nomina come commissario ad acta, in caso di inerzia del Comune, il Comandante del genio militare della Sicilia;
    c)- condanna la società Poiatti e il Comune di Mazara del Vallo al pagamento a favore della ricorrente delle spese, competenze e onorari del giudizio, che liquida rispettivamente nell’importo di € 15.000,00 a carico della società Poiatti e di € 10.000,00 a carico del Comune;
    d)- compensa le spese del giudizio nei riguardi dell’Avvocatura di-strettuale dello Stato;
    e)- pone in solido a carico della società Poiatti e del Comune di Mazare del Vallo i compensi per il C.T.U. e il Commissario ad acta, liquidati nella misura indicata in motivazione;
    f)- dà mandato all’Ufficio di Segreteria di questo CGA di trasmettere copia della presente decisione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca.
    Così deciso in Palermo, nella Camera di Consiglio dell’8 giu-gno 2010, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, con l’intervento dei signori: Riccardo Virgilio, Presidente, Paolo D’Angelo, Guido Salemi, estensore, Filippo Salvia, Pietro Ciani, componenti.
    F.to Riccardo Virgilio, Presidente
    F.to Guido Salemi, Estensore
    Depositata in Segreteria
    il 3 marzo 2011

    Rispondi

  22. giuseppe tommasino
    Mar 28, 2011 @ 15:17:12

    dottor Vulpio, come mai il suo amico De Magistris non ha visto recepire dai giudicanti neppure una sola delle sue brillanti ipotesi accusatorie? Perchè non prova a spiegarci le probabili ragioni? Ha idea dei danni, anche in termini di vite umane, prodotti dal suo amico? Vuole aderire alla associazione “vittime di De Magistris”? Non sarebbe suo dovere?

    Rispondi

  23. Salvatore Di Gregorio
    Apr 14, 2011 @ 14:09:03

    Buon giorno Dr. Vulpio, le do le ultime notizie sulla nostra “Vicenda” (Licari-Poiatti spa) Ieri sera siamo stati con i nostri Avvocati Lucia Di Salvo ed Alessandro Crociata (Centro Pio La Torre) dopo un mese di trattative con l’avv. cacciatore (poiatti) si era raggiunto un accordo omni-comprensivo ben ciscoscritto per la cessione del terreno ed il risarcimento per 5 milioni di euro (da considerare che una sola voce di risarcimento secondo i criteri adottati dalla giurisprudenza va oltre i 10.000.000,00 di euro).Il presidente giovanni poiatti deliberava per4.000.000,00 forse 4,5, al che abbiamo notificato con urgenza la sentenza del 03/03/2011,da lei sopra pubblicata, le conseguenze saranno per la Poiatti gravissime.il comune di Mazara a quanto pare demanda al comando per la Regione Sicilia del genio Militare alle operazioni di demolizione. Dr.Vulpio la terrò aggiornata, un abbraccio con grande stima Salvatore Di Gregorio

    Mazara del Vallo, 14/04/2011

    Rispondi

  24. paolo m
    Mag 22, 2011 @ 14:05:31

    ecco, eri un mito, ma che delusione vederti a fianco a quel cialtrone di sgarbi
    perché? torna a sinistra e contribuisci a seppellirli.

    Rispondi

  25. giuseppe tommasino
    Mag 28, 2011 @ 18:29:52

    Colui che viene da molti commentatori ritenuto un mito, un eroe, un superuomo è, in verità, una persona incapace di riconoscere il diritto di un semplice cittadino, ma onestissimo, ad una rettifica più che dovuta. Parafrasando il novello
    Messia potrei dire: “ma vi rendete conto di quale persona stiamo parlando?” Continui il Vulpio il suo sodalizio con la Forleo: davvero un coppia vincente! Giuseppe Tommasino

    Rispondi

    • Fulvio
      Mag 28, 2011 @ 19:30:40

      @ Giuseppe Tommasino
      Dottore, ho letto l’intera Vicenda che l’ha riguardata, e sò che lei sta aspettando una giusta Rettifica per quanto ha insinuato Carlo Vulpio nei suoi confronti.
      La invito, se non la ritiene un’offesa, ad inserire i suoi Commenti sempre nell’ultimo Post di questo Blog, affinchè si possa conoscere dalla maggior parte dei “Simpatizzanti” di Vulpio la sua tristissima Vicenda (non tutti ripiegano sui Post vecchi…).
      Se me lo permette, le chiedo cosa intendeva con l’affermazione riferita al sodalizio Vulpio-Forleo: “davvero una copia vincente!”… Mi sfugge il Senso…
      La ringrazio, e le porgo la mia Sincera Solidarietà.
      Sinceri Saluti.
      Fulvio.

      Rispondi

  26. giuseppe tommasino
    Mag 31, 2011 @ 15:58:48

    Egregio signor Fulvio, innanzitutto vorrei ringraziarla dal profondo del cuore per la cortese attenzione che ha inteso dedicare ai miei messaggi. Mi preme, poi, scusarmi per il ritardo dovuto al fatto che non sono un assiduo utente della rete informatica ed, anzi per dire tutta la verità, mi ero sempre tenuto a distanza da essa, forse sbagliando: vi sono approdato per difendermi, ma ho avuto la sorpresa di incontrare tante persone sensibili e di ottimi sentimenti come Lei. Grazie anche per il valido consiglio che seguirò alla lettera. Non ho problemi, poi, a rispondere alla sua legittima domanda: la Forleo, cugina acquisita di mio fratello, è stata la ispiratrice del Vulpio al quale ha suggerito, quando ormai si profilava la mia assoluzione, la notizia e tanto evidentemente per rimarcare una presunta difformità di trattamento da parte del CSM. che non ha adottato nei miei confronti alcun provvedimento disciplinare nonostante la pendenza del procedimento penale. Altro non posso aggiungere: ritengo trattarsi di personaggi con una particolare mentalità, forse troppo difficile, almeno per me, da interpretare e comunque mille miglia lontana dalla mia. Spero di leggere nuovamente suoi commenti e… magari di conoscerLa personalmente qualora si trovasse a passare da Manduria, mio centro di residenza. Ancora grazie! I miei più cordiali saluti. Giuseppe Tommasino

    Rispondi

  27. giovanni
    Mag 31, 2011 @ 20:22:02

    Se così è stato la Forleo ha fatto benissimo a “ispirare” Vulpio.
    Mi chiedo: come fa a dire “quando ormai si profilava la mia assoluzione”???

    Rispondi

    • giuseppe tommasino
      Giu 02, 2011 @ 17:09:32

      secondo lei è condivisibile la cultura della calunnia o, comunque, della diffamazione fine sè stessa? Alla data della capillare diffusione ad arte del capolavoro di VULPIO, era stata già da tempo adottata una ordinanza del gup che aveva dichiarato la inutilizzabilità di tutti gli atti; non ho inteso avvalermi di tale sbocco, sollecitato dalla difesa di altro imputato, ma ho preteso una decisione nel merito. Comunque agli atti vi erano varie mie memorie corredate da documenti ufficiali, mentre non ricordo se a quella data erano stati già sentiti i testi (presidente del Tribunale, colleghi magistrati, ex questore di Taranto). Non posso controllare perchè i documenti sono in possesso del mio avvocato per la causa civile nei confronti dei magistrati di Potenza. Inoltre ho appreso, anche se purtroppo non posso provare la circostanza, che la Forleo si è sentita in più occasioni con un magistrato suo parente ed amico fidato che ho denunziato in sede penale, ora in servizio a Bari: insieme hanno commentato la mia vicenda convenendo che a mio carico”purtroppo” non c’era nulla. Su tale punto potrebbero esserci delle novità. Spero di essere stato in grado di dissipare i suoi dubbi, Giuseppe Tommasino

      Rispondi

  28. giovanni
    Giu 02, 2011 @ 17:51:33

    Se non può provare quello che dice, dal momento che è un magistrato – peraltro rinviato a giudizio e con udienza preliminare in corso quando Vulpio trattava quello che lei contesta – è meglio che abbia il pudore di tacere e di non diffamare (perchè di diffamazione si tratta) gente per bene quali innanzitutto i magistrati che richiesero il suo rinvio a giudizio.
    Ma lei per caso è lo stesso magistrato che a suo tempo si candidò con Forza Italia o è semplicemente un omonimo? Curiosità.

    Rispondi

    • Fulvio
      Giu 02, 2011 @ 19:34:33

      @ Giovanni
      Non mi ci vedo bene nella parte dell’Avvocato Difensore di un Magistrato, quale risulta essere il Dott. Tommasino, ma mi permetto di fare un semplice e banale Ragionamento:
      Essendo pur vero che il Dott. Tommasino ha indicato sopra che non è in grado di provare la circostanza dei colloqui intercorsi tra la Dott. Forleo ed il tale Magistrato ora in servizio a Bari e suo parente, mi sembrerebbe alquanto stupido che Egli possa scegliere la strada di una denunzia penale nei confronti di tale Magistrato…
      Essendo proprio che non può sostenere tali accuse direttamente, le sembra plausibile che un Magistrato navigato come il Dott. Tommasino si esponga al Rischio di finire condannato per Diffamazione?
      Non le sorge il dubbio che, magari, chiamando altre testimonianze, e percorrendo altre “strade alternative”, sia in grado di poter arrivare comunque a poter dimostrare quanto gli sarebbe stato cagionato dalla “combutta” della Dott. Forleo col suo parente Magistrato?
      Mi piace pensare, come ha fatto il neo Sindaco di Milano Pisapia, che anche il Dott. Tommasino non si accontenti delle “scorciatoie”, tipo amnistie o prescrizioni varie, ma che cerchi, per la Condotta finora tenuta, di arrivare ad un Verdetto di Merito, e non Opportunistico…
      Questa potrebbe essere la Ragione per cui la sua Vicenda lo stia portando all’esternazione di tutta l’Amarezza che, personalmente, io rilevo da quanto va affermando.
      Lei ha letto la sua “Vicenda”?
      Se non l’avesse fatto, e le interessasse, questo è il Link: http://oknotizie.virgilio.it/info/51614854f17e9403/magistrati_milanesi_e_magistrati_di_puglia_nuovi_demoni_della_storia_d_italia_replica_7_.html
      Credo che si commenti da solo chi è il Dottor Giuseppe Tommasino…
      Saluti.
      Fulvio.

      Rispondi

  29. giovanni
    Giu 02, 2011 @ 19:52:54

    A prescindere dai contenuti di quel link (che mi pare essere la difesa di Tommasino da parte di tale Imperio, n.m.i., mentre sarebbe forse il caso di “linkare” o di pubblicare, o di riportare, la sentenza con cui Tommasino sarebbe stato assolto), non ho compreso quale sarebbe la “combutta” tra la Forleo e questo suo parente magistrato di Bari (che neppure nomina, chissà perchè): l’aver commentato che a carico di Tommasino non c’erano prove ma che si sarebbe proceduto lo stesso?
    Quindi i due, conoscendo gli atti di cui parla Tommasino che lo avrebbero a suo dire scagionato, sarebbero stati in combutta anche con i magistrati di Potenza, perciò diffamandolo??? E perchè?
    Credo che a Tommasino bisognerebbe consigliare prudenza: se ha prove di tale risibile complotto ai suoi danni da parte di tutti questi magistrati li denunzi e ne offra le prove, altrimenti taccia.

    Rispondi

    • giuseppe tommasino
      Giu 03, 2011 @ 17:24:26

      egregio signor Giovanni, penso che a lei sia sfuggito il vero problema: io, come cittadino, pretendo dal Vulpio una formale rettifica come è mio diritto. Lei forse intende innescare una polemica su una storia che, poi, non mi sembra meritare una particolare attenzione, anche se l’inaspettata solidarietà espressami dal signor Fulvio mi ha letteralmente commosso. Poichè mi sembra, dall’uso del condizionale, che lei mette in dubbio la mia assoluzione, mi dichiaro disponibile ad inviarle copia della sentenza che non ho pubblicato perchè essa riguarda anche posizioni di terzi: sarà sufficiente comunicarmi il suo indirizzo di posta elettronica. Qualora sia interessato le invierò copia delle oltre dieci denunzie-querele a mia firma presentate nei confronti delle “persone per bene” potentine (io sono, invece, il mascalzone), di Vulpio, di Forleo ed altri. Superando,poi, un mio connturale pudore potrei anche inviarle i pareri ottenuti nel corso degli anni, alcuni encomi, alcune attestazioni dalle quali si evincono aspetti interessanti. Come vede dipende solo da lei! Per ora devo soltanto precisare che non sono mai stato rinviato a giudizio come lei erroneamente scrive, che ho gia denunziato chi ho ritenuto avere avuto un ruolo nella vicenda (precisando che non conseguirò mai alcun risarcimento in denaro) e che, quindi, il suo invito a denunziare è fuor di luogo, che Michele Imperio non è persona non identificata (pretenderebbe la data di nascita?), ma avvocato (con il quale non ho mai avuto rapporti professionali) iscritto all’albo di Taranto, che non userò alcuna prudenza perchè si è tentato di trucidarmi senza alcun scrupolo, ma che continuerò a lottare perchè ciò è divenuto una mia ragione di vita e sento di non dover rendere conto a lei di tale mia decisione. Infine mi dispiace deluderla, ma non sono mai stato candidato con Forza Italia: nulla è più lontano dai miei interessi della politica, ma affermo ciò con la consapevolezza di denunziare un mio ulteriore limite. Come vede lei non rimedia proprio una bella figura. Attendo, se lo ritiene opportuno, l’invio del suo indirizzo. Giuseppe Tommasino

      Rispondi

      • Fulvio
        Giu 03, 2011 @ 20:28:32

        Al Dott. Tommasino
        La ringrazio per tutta la Considerazione che ha mostrato nei miei confronti, e che le contraccambio pienamente.
        Ho ritenuto prioritario intervenire a commentare innanzitutto il signor Giovanni, che magari da sincero ed onesto diffidente, forse poco informato, ha fatto solo il primo passo alla ricerca del collegamento tra le notizie che apprendeva.
        Il mio invito ad informarsi meglio della “Vicenda” che ha riguardato lei, indicandogli il Link dell’articolo dell’Avv. Imperio, e non per porlo di fronte ad alcuna Sentenza, voleva essere solo di stimolo a riflettere sul fatto che, un valente Magistrato come lei, non mi sembra così sprovveduto da non rendersi conto che lanciare “accuse” non riscontabili, si potrebbe rivelare solo un boomerang…
        Premesso questo, al momento mi è estremamente difficile passare nei pressi di Manduria, data la notevole distanza dove risiedo.
        La ringrazio Sinceramente, seppur a malincuore devo per ora declinare il suo graditissimo Invito.
        Mi piacerebbe poter avere un contatto diretto con lei, e per Onestà Mentale la informo che altrettanta offerta mi è stata inoltrata dalla Dottoressa Forleo, molto più vicina alla mia città, con la quale ho avuto dei confronti su questo Blog.
        Questo credo che non debba essere un problema per una persona Onesta e Pulita come lei, dato che il mio solo scopo è interloquire alla ricerca di nuove informazioni che mi possano aiutare a comprendere meglio l’intricato Mondo della Magistratura, anch’essa non immune da Lotte Intestine, da quanto si evince anche in merito alla sua tribolatissima “Vicenda”, quanto pure da quella che ha visto espellere, di fatto, la Dottoressa Forleo.
        Le rinnovo la mia Solidarietà, ed attendo Fiducioso che lei faccia valere le sue Ragioni, come mi sono permesso di indicarle, soprattutto sull’ultimo post più recente, quello che ora sta trattando i ballottaggi di Milano e Napoli.
        Sono curioso di vedere come reagirà Carlo Vulpio, se manterrà la sua sovente Baldanza, e con quali argomenti cercherà di ribatterle (se mai le risponderà).
        Sono altresì curioso di vedere come le potrebbe replicare pure la Dott. Forleo, che spesso interviene, come ha fatto anche con me, nei dibattiti.
        Sinceri Saluti, ed a presto.
        Fulvio.

        Rispondi

  30. giovanni
    Giu 03, 2011 @ 20:20:39

    Mi spiace deluderla: se lei è davvero il dottor Tommasino, magistrato di Taranto presso l’Ufficio Gip, è stato candidato (e non eletto) con Forza Italia (o con altro partito della stessa area) e per questo trasferito per un certo periodo a Matera.
    Vedo anche che ha timore di riportare qui la sentenza che l’assolve…
    Come uomo e come magistrato è lei che non fa bella figura.
    Denunzi pure chi le pare e buona fortuna…

    Rispondi

    • Fulvio
      Giu 03, 2011 @ 20:55:25

      @ Giovanni
      Lei allora mi smentisce: non credo a questo punto che lei possa considerarsi in Buona Fede, dato che brandire l’ipotetica Candidatura/non elezione del Dott. Tommasino per “Forza Italia (o partito della stessa area)” come un elemento di cui doversi Vergognare, non deponga a favore di alcunchè…
      Se anche fosse un Elemento di discrimine, non credo che sia un Fatto di cui Vergognarsi…
      A parte che se lei avesse letto attentamente il Link che le ho indicato, avrebbe ricavato che l’unica Candidatura del Dott. Tommasino fu per il “Patto Segni”, che è sempre stato fondamentalmente, seppur con molte traversie, una componente del “Centro”, mentre la Candidatura per il PDL riguarda il fratello Paolo, in quel di Manduria…
      Non insista troppo su questo “filone”…ci sta facendo una Pessima Figura, mi creda, altrimenti il suo insistere si spiega solo nella sua Cieca Fiducia nel “Totem Vulpio”, che come tale è da considerarsi inscalfibile (per lei…), anche se gli si potrebbe tranquillamente rimproverare d’aver chiesto voti ai Dipietristi, per poi andarsene a braccetto con Sgarbi… Bella Coerenza!!!
      Saluti.
      Fulvio.

      Rispondi

      • giuseppe tommasino
        Giu 03, 2011 @ 23:35:35

        Egregio signor Fulvio, le sue qualità morali che traspaiono chiaramente dai suoi contributi (e non solo quelli che mi riguardano, giacchè mi sono sentito in dovere di leggere tutto quanto reperito) non smettono di stupirmi ed è ovvio che incontri come questi lasciano in me un segno indelebile ed aiutano a continuare a credere nell’uomo. Ritengo di essere abbastanza temprato, ma la cattiveria umana anche tuttora riesce ad annientarmi perchè mi sembra così irrazionale, quasi contro natura. Lei mi ha chiesto giustamente le motivazioni dell’attacco subito ad opera della Forleo: davvero, oltre all’ipotesi formulata, non riesco a darmene una ragione e ancora di più è costernato mio fratello che sino a pochi giorni prima aveva intrattenuto cordiali rapporti con la predetta. Ricordo di aver conosciuto la Forleo (mi scusi, ma non riesco a chiamarla per nome) da universitaria; mi è capitato di incontrarla a casa di mio fratello un paio di volte ed ho avuto l’impressione di essere comunque destinatario di un sentimento di affetto. Ricordo ancora altri fugaci incontri ed il consiglio da lei fornito a mio fratello di farmi assistere, in occasione della mia disgrazia, da un noto penalista suo amico. E’ chiaro che anche tale ultimo fatto aveva contributo a rafforzare il mio convincimento. Da parte mia ho dimostrato apprezzamento anche pubblico nei suoi confronti e se qualche riserva, in seguito, ho avuto, mi sono ben guardato dall’esternarla: in fin dei conti si trattava della cugina di una mia cognata. Ora ignoro se qualcuno può avere svolto il bieco ruolo dello Iaco della situazione, ma forse una richiesta di chiarimento si imponeva prima di aggredirmi. Non so dire, poi, se sono stato particolarmente impulsivo, ma invoco la attenuante del mio stato di animale ferito.
        Se, poi, non l’annoio molto vorrei raccontarLe la mia esperienza politica e forse è la mia volta che mi induco a tanto: prenda ciò come segno della mia stima e del mio affetto. Nel gennaio 1994 nel mio collegio, per il Patto Segni, un nuovo soggetto politico che forse molto avrebbe potuto dare alla nazione, candidato in pectore era un signore che fu arrestato (per poi essere assolto con ampia formula dopo tredici anni) quindici giorni prima della scadenza della presentazione ufficiale. Non so per quali motivi diventai oggetto di pressioni concentriche ( la chiesa locale, il coordinatore regionale, quello provinciale e, persino, Martinazzoli tramite un suo emissario) tese a farmi accettare la candidatura. Resistetti molto, ma due ore prima della scadenza capitolai perchè mi fu detto che era mio dovere. Ebbi modo di verificare che davvero ero il meno qualificato di tutti i candidati della regione: vi era il comandante generale dei CC. Viesti, vi era il più grosso imprenditore pugliese, un ex prefetto, miei colleghi di grandissimo valore. A tutti era chiaro che nessuno di noi sarebbe stato eletto: avremmo dovuto essere i martiri chiamati a spianare la strda a chi sarebbe venuto dopo. Vissi quei due mesi sentendomi un estraneo e mi limitai a tentare di assolvere il mio ruolo con impegno e serietà. Tutto qui: esaurito il mio compito tornai nell’anonimato e ribadisco che neppure in quei due mesi ebbi ad avvertire passione per la politica attiva. Mi scusi per lo sfogo. E’ certo che continuare tale rapporto con Lei mi gratifica oltremodo ed attendo di poterlo fare nelle forme che più le aggradano, anche salvaguardando la sua privacy. Ovviamente sono pronto ad inviarle tutta la documentazione che avevo offerto al signor Giovanni e stia certo che accetterò di buon grado ogni sua eventuale censura. Grazie ancora e se me lo consente…un abbraccio. Giuseppe Tommasino.

        Rispondi

        • Fulvio
          Giu 04, 2011 @ 10:44:50

          Gentile Dott. Tommasino
          La Ringrazio ancora della sua Attenzione nei miei confronti, ed appuro (non che ne avessi dubbi) che la sua Intelligenza, nell’aver pienamente compreso un mio minimo Imbarazzo nel comunicarle il mio “canale aperto” con la Dott. Forleo, non le impedisce di darmi “Credito”.
          Fatta tale Premessa, proprio per non tediare oltremodo chi legge su questo blog, le chiedo come sia possibile raggiungerla con un contatto rispettoso della Privacy di entrambi, dato che anche sul suo blog non vi è la possiblità di poterle inviare mail personali, dato che non si evidenzia il Contatto di Riferimento.
          Me lo fa pervenire lei un “recapito”, a sua totale discrezione?
          Anche una Casella Postale potrebbe andar bene per il primo contatto, se lo ritiene opportuno, data la Delicata Mansione che lei mi sembra stia tuttora svolgendo (se non sono male informato…).
          Ricambio Volentierissimo il suo Abbraccio, e la invito a continuare a perseguire ciò che le ha insegnato quel “grande uomo”, a me sconosciuto, alla ricerca di ciò che unisce, piuttosto di ciò che divide gli uomini, e non si faccia sfiancare dall’Irrazionalità della Cattiveria Umana (concordo), perchè purtroppo è un Difetto che il Buon Dio ci ha lasciato in Eredità, per fortuna non proprio nella stessa Misura uguale per tutti.
          Stia Saldo e tenga ben Dritta la “Barra Morale” che la contraddistingue.
          Con Affetto, Fulvio.

          Rispondi

  31. giovanni
    Giu 03, 2011 @ 21:09:34

    Scusi Fulvio, se ho sbagliato partito…ma le rappresento che è lo stesso Tommasino che dice “nulla è più lontano dai miei interessi della politica”, negando di essere mai stato candidato in alcun partito.
    Quanto a Vulpio, non vedo cosa c’entri in questa storia: mi pare di capire che Tommasino lo ha denunciato perchè si sarebbe permesso di riportare la notizia che era imputato in corruzione in atti giudiziari, ecc.
    E cosa dovrebbe rettificare, dato che la notizia era vera, come peraltro ricavabile dal sito de La Repubblica oltre che altri siti???
    Se poi Tommasino è stato assolto, buon per lui, anche se sarebbe interessante che almeno sul suo sito (!) potremmo leggere la sentenza che se non erro è un atto pubblico.
    Saluti a lei.

    Rispondi

    • giuseppe tommasino
      Giu 03, 2011 @ 22:35:53

      Egregio signor Giovanni, constato che lei continua a rivolgersi a me in forma impersonale. Mi permetto di aggiungere soltanto questo: nella mia vita ho cercato sempre di costruire, ho cercato quello che poteva unire e non già quello che poteva dividere seguendo l’insegnamento di un grande uomo. Ora mi sembra che da ben diversi propositi lei è mosso ed allora è chiaro che non posso rinvenire interesse a coltivare tale corrispondenza anche perchè lei ha sostanzialmente rifiutato di fornirmi un suo recapito per l’invio di copia della sentenza. Non posso aderire al suo invito perchè ribadisco che il provvedimento attinge la sfera più intima di terze persone. Richieda lei la copia della sentenza e magari anche della requisitoria del PM di udienza che non fu tenero con i suoi colleghi e ne faccia l’uso che vuole. Se non chiedo troppo esprimo il desiderio di essere ignorato. Grazie Giuseppe Tommasino

      Rispondi

    • Fulvio
      Giu 04, 2011 @ 10:12:31

      @ Giovanni
      Forse lei non ha ben inteso il Senso delle Lamentele, che lo dico sinceramente, non mi sono mai parse così Garbate, da parte di una persona (il Dott. Tommasino) che è stato Condannato in pectore da Vulpio, il quale quindi c’entra eccome, dato che finora non ha permesso di esercitare al Dott. Tommasino il Diritto di Correzione di Notizia Falsa.
      Le ricordo altresì, che il Vulpio in questione, ha riempito il 50% dei suoi interventi su questo Blog con la Tematica dell’Antidoppiopesismo, dei cosiddetti “Paladini dell’Antisistema” Travaglio, Santoro, Palamara, Cascini & co. a suo dire…
      Poi però, di fronte al fatto che il Dott. Tommasino lo chiami ad un gesto di Coerenza, correggendo ufficialmente quanto aveva indebitamente attribuito a lui, Vulpio applica la stessa Logica Amico-Nemico che contesta ai “Paladini dell’Antisistema”, e Censura tale Spazio che perfino per Legge spetta di Diritto a chi è stato Indebitamente “Tirato in ballo”…
      Questa a mio parere non è affatto Onestà Mentale!!!
      Ecco perchè mi sono messo a perorare spontaneamente la “Causa” del Dott. Tommasino, che nella risposta che m’ha dedicato ha ampiamente spiegato pure quali siano state le sue Esperienze Politiche, che non vedo perchè lo debbano portare a Vergognarsi di alcunchè…
      Detto questo, non le vorrei apparire un Detentore di Verità, ma ci terrei ad invitarla a Riflettere meglio su tutti i “Dati” che lo stesso Dott. Tommasino le avrebbe messo a disposizione, se soltanto lei avesse voluto ascoltarlo con Atteggiamento meno Prevenuto.
      Sinceri Saluti.
      Fulvio.

      Rispondi

      • Fulvio
        Giu 04, 2011 @ 10:49:22

        @ Giovanni
        Mi correggo: le Lamentele del Dott. Tommasino mi sono sempre parse molto Garbate, e non come avevo negato nel precedente commento.
        Le chiedo scusa per la confusione che ho creato.
        Saluti.
        Fulvio.

        Rispondi

  32. giuseppe tommasino
    Giu 05, 2011 @ 15:49:05

    Carissimo signor Fulvio, chiedo scusa per il ritardo, ma non mi ero accorto del suo ultimo intervento. Il mio indirizzo di posta elettronica è il seguente: giuseppe_tommasino@libero.it Sarò assente da Manduria per qualche giorno. Spero di risentirLa al più presto. I più affettuosi saluti. Giuseppe Tommasino

    Rispondi

  33. Giuseppe
    Giu 16, 2011 @ 21:21:15

    Diconono…..

    http://www.questaelasinistraitaliana.it/article-vulpio-il-giornalista-licenziato-perche-pubblicava-inchieste-su-vendola-76055825.html

    Puoi confermare o smentire?

    Rispondi

  34. Leone Ardito
    Gen 04, 2013 @ 08:41:21

    MASSIMA Attenzione perché molti PASTIFICI, specialmente quelli i cui titolari hanno pochi scrupoli e sono di dubbia moralità (usurai, riciclatori….),usano grano che contiene altissime quantità di micotossine o grano proveniente da Chernobyl. Di tutto ciò ne sono responsabili gli organi deputati ai controlli !!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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