Della famiglia Agnelli-Elkann, Lapo è senz’altro il più simpatico. Più di suo fratello John Stellantis e di suo cugino Andrea Juventus. E persino di suo nonno, il Re d’Italia charmant Gianni Fiat. Lapo è il più simpatico anche perché mentre gli altri si affannavano ad accumulare, lui spendeva e se ne fotteva.

Quest’anno Lapo è voluto sbarcare su TikTok, il social cinese il cui scopo dichiarato è di rincoglionire gli occidentali più di quanto già non lo siano, e lo ha fatto con un messaggio mica male: «Che bello iniziare l’anno da sobri», ha detto Lapo. E fin qui, bravo Lapo che non si sbronza più.

Dopo però dev’essere successo qualcosa, perché Lapo ha girato un altro video, in cui si presenta in maglietta con su scritto Freedom e in testa un tipico cappello a cono di paglia usato nei campi di riso del Sud-est asiatico. «La libertà è l’essenza di tutto – ha attaccato Lapo – la cosa più importante del mondo. Nel mondo di oggi vediamo di tutto, ragazze picchiate, gente brutalizzata in certi Paesi come l’Iran e tanti altri. E’ un’ingiustizia».

Tutto vero, Lapo, tutto vero. E dunque? «Dunque, la libertà va riportata». Ah. Va riportata. E da chi, Lapo, da chi? E come? Con una guerra di liberazione? Chiediamo a Putin di invadere l’Iran? Ma Russia e Iran sono in ottimi rapporti. Stesso discorso per la Cina di TikTok. O lo chiediamo agli Stati Uniti? Oppure lo facciamo fare alla Nato e a Zelensky? E per tutti gli altri Paesi nelle stesse condizioni come facciamo?

Lapo non lo dice. Anzi, è lui che chiede al pubblico di TikTok: «Fatemi sapere cosa fareste voi per riportare la libertà, laddove la libertà non c’è». Certo, Lapo, certo, da TikTok ti faranno sapere. Come no. Dopo tutto, questo pippotto è diverso da quelli di prima.

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