Il progetto si chiama “Wonder Grottole” e punta a ripopolare il piccolo borgo contro l’emorragia migratoria degli ultimi anni



Grottole (Matera)


Quando muore qualcuno, non costa nulla dire che «sono sempre i migliori quelli che se ne vanno», anche se magari non è vero. Ma per gli italiani che emigrano, questo luogo comune corrisponde alla verità. Quelli che sono andati via e che continuano ad andarsene sono sempre più giovani e sempre più istruiti. Oggi l’emigrazione italiana verso l’estero è tornata ai livelli del secondo dopoguerra: nell’ultimo anno, 250 mila persone sono andate via dall’Italia e due terzi dei nuovi emigrati, dice l’Istat, hanno più di 25 anni e sono diplomati e laureati (rispettivamente il 34 e il 30 per cento). Non solo. In Italia, è riesplosa anche la migrazione interna. Un milione e mezzo di persone, italiani, si sono trasferite dal Sud al Nord e le province che hanno perso più residenti sono quelle di Vibo Valentia, Enna, Caltanissetta, Reggio Calabria e Matera. Siamo ripiombati nella eterna «questione meridionale», altroché.
Che fare?, si chiedeva quel tale. Arrendersi all’idea che in Italia se sei laureato, parli due lingue, hai conseguito due o tre master, e magari ti adatti anche a lavori «altri», più umili, devi emigrare? Mentre se non hai studiato e non ha mai lavorato è probabile che trovi un lavoro da ministro o capo del governo?
Per capire se c’è una terza via, siamo andati a Grottole, 1800 abitanti – cinquant’anni fa erano 4 mila -, in provincia di Matera, una delle cinque province dalle quali si emigra di più.
Carlo Levi, confinato in Basilicata, quando guardava «l’orizzonte sterminato di questa terra spoglia che avevo cominciato ad amare», scrive che Grottole, con Irsina, Grassano, Craco, Montalbano, Salandra, Pisticci, Ferrandina, è uno di quei paesi che stanno «ciascuno in vetta al suo colle, le terre e le grotte dei briganti». Di briganti da queste parti non ce ne sono più, ma le grotte, e nel nostro caso le cryptulae a cui Grottole deve il nome, sono rimaste.
Tra queste piccole grotte, che sono altrettante cavità, stanze, ipogei formatisi l’uno sull’altro anche per cinque o sei livelli verso le profondità della terra; e in superficie, tra le abitazioni del borgo storico affacciate su orridi fascinosamente spaventosi; e ancora più su, tra la Chiesa Diruta e il Castello longobardo che guarda il fiume Basento e custodisce la storia d’amore tra Abufina e Selepino da molto prima che Fabrizio De André componesse la meravigliosa Canzone di Marinella, da questa Grottole, è partita l’idea «Wonder Grottole», che potrebbe dare inizio a una storia nuova per il borgo stesso e per altri simili, lucani e del resto del Mezzogiorno d’Italia.
«Wonder Grottole» è un’idea di recupero del patrimonio abitativo del nucleo storico di Grottole – 629 abitazioni abbandonate – e di rivitalizzazione del borgo. Il progetto, incubato tra le mura della Triennale di Milano con l’eclettico Stefano Mirti, è dell’associazione «Casa Netural», un laboratorio di idee con quartier generale a Matera che conta circa 150 associati in tutta Italia e un team di una decina di giovani architetti, ingegneri e designer, guidati da Andrea Paoletti, 38 anni, di Biella. Tra i 27 project-leader scelti dalla Fondazione Matera 2019, che per questa e altre attività simili ha stanziato 5 milioni e 700 mila euro per la Città dei Sassi capitale europea della Cultura, c’è anche quello di «Casa Netural», finanziato con 240 mila euro.
«L’analisi del grande meridionalista Manlio Rossi Doria, che definì la montagna e le aree interne del Mezzogiorno come “l’osso” del Sud, contrapposto alla “polpa” delle pianure e delle aree agricole più sviluppate e prospere è valida ancora oggi – dice Salvatore Adduce, presidente della Fondazione, ex parlamentare ed ex sindaco di Matera -. Prendersi finalmente cura di questo “osso” significherebbe davvero cambiare in meglio la storia del Sud. Per questa ragione, il progetto generale di Casa Netural ci ha convinto subito e ci ha spinti a patrocinare anche Wonder Grottole, che però camminerà sulle sue gambe, attraverso il crowdfunding».
La raccolta di fondi dai privati è stata un successo: in tre mesi è stato raggiunto l’obiettivo di 50 mila euro, 15 mila dei quali sono venuti da Airbnb, la multinazionale degli alloggi in affitto, segno di un interesse concreto per un esperimento che potrebbe diventare un grande affare e mettere in moto molte risorse, oltre che realizzare l’idea di turismo 4.0 proposta dall’équipe di «Casa Netural». Ma cos’è poi questo turismo 4.0? «C’è il turismo tradizionale, quello del pacchetto all inclusive, il turismo con esperienze “passive”, e poi – dice Paoletti – quello che noi abbiamo chiamato 4.0, che è scambio di conoscenze e di interazione con la comunità in cui si vive, e persino insegnamento e apprendimento di arti e mestieri, in agricoltura, nell’artigianato, nella gastronomia».
Chi ripopolerà Grottole potrà decidere di godersi il panorama e la natura, viaggiare attraverso la Basilicata e scoprirne l’arte e la storia, oppure studiare, progettare, lavorare, e anche imparare lavorando, e se vorrà, potrà persino scambiare la propria manodopera o il proprio tempo con i prodotti agricoli e artigianali del luogo, potrà cioè fare una esperienza turistico-residenziale «attiva» anche se è in vacanza. E così il borgo potrà vivere ed essere vitale tutto l’anno, con gente di tutte le età proveniente da tutto il mondo.
Con i primi 50 mila euro raccolti, «Wonder Grottole» ha potuto acquistare due abitazioni e potrà anche ristrutturarle completamente. Saranno queste due case-pilota a far davvero decollare il progetto. Dopo, si conta che scatti un effetto domino. Sulla Rete, «Wonder Grottole» sta mietendo consensi, richieste di partecipazione e di sottoscrizione. Il sindaco di Grottole, Francesco De Giacomo, che è anche presidente della Provincia (a sua volta membro della Fondazione Matera 2019), ci crede. «Tutta Grottole – dice – comincia a credere che questa idea possa arginare e invertire l’emorragia migratoria». Ma Adduce e De Giacomo insistono anche su un altro aspetto fondamentale, le infrastrutture. Tra le quali ci sono due scuole che Matera sta aspettando di ricevere subito e che insieme con «Wonder Grottole» e gli altri 26 progetti ne onorerebbero, dandogli sostanza, il ruolo di capitale europea della Cultura: l’Istituto primario Bramante, 600 alunni, e il nuovo Istituto tecnico agrario, esempio di «scuola innovativa» voluta dal Miur e finanziata dall’Inail. La Fondazione Matera 2019, il Comune e la Provincia di Matera, insieme, ora possono. La Basilicata, Matera, Grottole al centro del Mediterraneo direbbero che la questione meridionale non è per sempre.


Carlo Vulpio, Corriere della Sera, Buone Notizie, 17/7/2018
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