images-grulla


Un Blog, anzi il Sacro Blog, l’Oracolo dei Blog, quello di Grillo & Casaleggio Associati, che attacca un giornale e i suoi giornalisti perché costoro fanno semplicemente il proprio lavoro raccontando le gesta di Raggi Virginia sindaco di Roma, è una brutta, bruttissima cosa. E hanno fatto bene il direttore del giornale attaccato, il Corriere della Sera, e il Comitato di redazione a respingere l’attacco e a rivendicare il diritto-dovere di raccontare e informare. Allo stesso modo, hanno fatto bene i giornalisti della testata a esprimere solidarietà attraverso le loro mail alla collega presa di mira, Fiorenza Sarzanini.
Ma questa vicenda me ne ricorda un’altra simile e ben più grave, se permettete. La mia. Per la quale né il direttore del Corriere, né il Comitato di redazione, né i colleghi che oggi solidarizzano senza se e senza ma, né l’Ordine dei giornalisti, né la Federazione nazionale della stampa, spesero una sola parola.
Anch’io sono un giornalista del Corriere, da poco più di un quarto di secolo. A causa di una mia inchiesta sulle discariche in Puglia volute da Vendola in siti di grande valore naturalistico e archeologico, venni violentemente attaccato da costui, su tutte le reti tv nazionali e attraverso le agenzie di stampa, come mandante morale di una bomba (poi rivelatasi finta) ritrovata sul litorale di Brindisi per protesta contro la promessa non mantenuta di costruire un depuratore.
Querelai Vendola, ma i magistrati, suoi amici dichiarati e della sua stessa area politica – come ho già avuto modo di scrivere senza che nessuno potesse smentirmi -, dopo aver tenuto per lunghissimo tempo le querele nei cassetti e alla fine pur riconoscendo che il loro amico mi aveva “gravemente diffamato”, decisero per l’archiviazione, in quanto, sostennero, io con i miei articoli avevo “provocato” Vendola. Articoli mai querelati, mai smentiti, esercizio dell’attività giornalistica garantita dalla Costituzione, i togati farisei la definirono “provocazione” per giustificare la vergognosa archiviazione.
Ora, questa nota non è stata scritta per invocare dai colleghi e dagli organismi sindacali e professionali una inutile e tardiva “solidarietà”.
Serve a ricordare che la doppia morale uccide, e infatti sta uccidendo piano piano l’Italia e l’informazione, o ciò che ne resta.
Serve a ricordare che la giusta reazione nei confronti di Grillo sarebbe stata più credibile se si fosse manifestata anche nei confronti di Vendola. Sia perché entrambi se la sono presa con lo stesso giornale, anche se con giornalisti diversi, sia perché l’accusa di Grillo è oggettivamente meno grave di quella di Vendola. L’accusa dell’ex comico al Corriere è di imbastire “fantasiose ricostruzioni”, quella del locatario di uteri era di mestare nel torbido per creare il clima adatto alle bombe.
Serve, infine, questa nota, soprattutto a me stesso. A futura memoria. Se la memoria ha un futuro, come diceva Leonardo Sciascia.


Carlo Vulpio, Tike.news, 7/2/2017
Annunci