Un giornale satirico pubblica il contratto: a disposizione del presidente 24 ore su 24


Parigi


Forse il presidente François Hollande era troppo preso da chi vorrebbe fargli le scarpe, cioè il giovane ministro dell’Economia Emmanuel Macron, per accorgersi che, intanto, il giornale «Le Canard enchaîné» gli stava facendo lo scalpo. Ieri, 13 luglio, il prestigioso quotidiano satirico – che qualche giorno fa ha compiuto cento anni e ha voluto ricordare «il nostro vecchio abbonato Sandro Pertini, le président socialiste italien» – ha pubblicato un servizio in cui viene minuziosamente descritto e fotograficamente riprodotto il contratto di assunzione del parrucchiere personale di Monsieur le Président, tale Olivier B., che per il suo lavoro di pettinatura, taglio, lavaggio e stiratura dei «quattro peli» che ancora adornano la testa presidenziale percepisce 9.895 euro mensili lordi, più alcune altre indennità, contributi e prebende familiari, che in cinque anni significano più o meno 700 mila euro (sempre lordi).
«L’infelice parrucchiere – ironizza “Le Canard” – non può però esercitare alcun’altra attività professionale», perché dev’essere a disposizione del presidente 24 ore su 24, deve seguirlo ovunque e non può essere sostituito da nessun altro Figaro.
«Si tratta di un lavoro ad alto rischio», punge ancora “Le Canard”, motivo che deve aver consigliato l’apposizione del vincolo di segretezza al contratto. Che però è balzato fuori da solo, o meglio, quando lo stesso Olivier B. lo ha prodotto nella causa che ha intentato a un sito internet che aveva scritto del suo lavoro all’Eliseo.
Per Hollande questo è un altro colpo micidiale. Questa volta sembra che davvero il suo futuro politico sia appeso a un capello. Non solo per le polemiche su un evitabile spreco di denaro pubblico, nemmeno avesse la parrucca di Luigi XIV, mentre chiede sacrifici ai francesi. O per il bassissimo gradimento nei sondaggi (appena il 5%). O ancora, per la «lezione» sullo sforamento del limite del deficit pubblico rivolta al Portogallo, o per non aver egli potuto rilanciarsi con la vittoria dei Blues agli Europei di calcio.
Questa volta Hollande è stato seppellito da una risata mondiale. Sul Web, gliene hanno fatte di tutti i colori, con fotomontaggi di chiome improbabili e accostamenti a pelati e semi-pelati famosi (che però si son pagati da sé il parrucchiere e il chirurgo), come Donald Trump, Silvio Berlusconi, Antonio Conte, Wayne Rooney, Pippo Baudo e persino Ben Affleck.
C’è da scommettere che oggi alle 13, in diretta tv, nella tradizionale intervista (l’ultima del suo quinquennato) per la ricorrenza del 14 luglio 1789 (la presa della Bastiglia) quelli che guarderanno i capelli di Hollande saranno molti di più di quelli che ascolteranno le sue parole. Sarà una mesta uscita di scena. Ma è così che finisce, quando finisce. Nell’amore cantato da Charles Trenet, come in politica: «una vecchia foto… e capelli al vento».


Carlo Vulpio, Corriere della Sera, 14/7/2016
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