L’unica bomba che l’Italia dovrebbe sganciare contro il fondamentalismo jihadista e l’ideologia musulmana che punta alla conquista e alla sottomissione degli “infedeli” dell’Occidente è il Discorso di Ratisbona del 12 settembre 2006 di papa Ratzinger. Solo quelle parole, così lucide e così profonde, potrebbero guidarci al di là del momento contingente. Una differenza, abissale, tra noi e loro esiste, e chiunque voglia coglierla può farlo leggendo quel Discorso memorabile. (https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg.html)
Ma la fregola di unirci a Francia e Stati Uniti nel complicare una situazione internazionale incandescente, proprio no. Dovrebbe esserci bastato l’aver provato a bombardare la Libia, dopo che proprio Francia e Stati Uniti hanno creato lì il caos, assassinando Gheddafi, e non certo per favorire la cosiddetta “primavera araba”.
L’Italia vende armi a Kuwait e Qatar, i quali le girano all’Isis, e questo è male. Ma l’Italia non ha “creato” l’Isis, che invece deve molto all’opera neanche tanto sotterranea degli Stati Uniti d’America, che hanno finanziato e armato il Califfato di Al Baghdadi in funzione anti-siriana, e quindi anti-russa. Gli americani fecero lo stesso gravissimo errore con i Talebani afghani, armandoli e finanziandoli in funzione anti-sovietica. Poi la situazione, come usa dire, sfuggì loro di mano. Esattamente com’è accaduto con l’Isis, cosa che ha trasformato quell’errore grave in errore imperdonabile. Che l’Italia non può e non deve accollarsi.
Niente bombe a casaccio, dunque, né truppe di terra come in Iraq. Ma intelligence militare – rapida e silenziosa -, questo sì, e alleanze le più ampie possibili, con la convinta difesa dello Stato d’Israele, per fermare il jihadismo fanatico e assassino. Più il Discorso di Ratisbona di papa Ratzinger, che molto fece arrabbiare i musulmani perché dice la verità, perché li smaschera e li indebolisce.
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