Alla fine, avranno il “merito” di aver fatto venire a noia anche la Resistenza. Fazio, Saviano, Ligabue (con la permanente e la frangettina!), i Negramaro, Fossati e tutti gli altri saltimbanchi a pagamento che hanno occupato Rai Uno con le loro predichine e i loro raccontini melensi e retoricissimi, e dunque falsi come loro, potranno rivendicare di aver provocato fastidio e persino intolleranza nei confronti della Resistenza. Che fu tragedia, sangue, guerra civile, fratricidio, eroismo e vigliaccate, grandezza e miserie, e anche vittoria contro nazisti e fascisti, sì, ma vittoria dovuta soprattutto all’intervento degli Alleati (e al patto con la mafia siciliana che facilitò lo sbarco in Sicilia), non a “Bella ciao” e alle canzonette d’epoca rieditate dai ben remunerati giullari che si sono esibiti in Rai, riducendo la Resistenza a dogma spurio e quindi odioso, anti-storico, i cui i morti, purtroppo, servono a far campare (più che bene) i vivi.
Ecco, in questa operazione, uno come Fazio è il vero democristiano di questa nazione di pippe. Non nel senso della sua appartenenza alla Dc, che pure fu un grande partito ed ebbe grandi personalità, ma nel senso della sua (di Fazio) perfetta aderenza al tratto distintivo del carattere nazionale, quello più profondo e più aderente al Dna della nazione. Fazio è don Abbondio. E don Abbondio è la vera merda del nostro grande romanzo nazionale, I promessi sposi. Meglio don Rodrigo, tutta la vita don Rodrigo. Almeno sai chi hai di fronte, e puoi sperare che un giorno, come l’Innominato, si ravveda.
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