Ma quanto sono stupidi questi grillini nominati in Parlamento dai loro burattinai Casaleggio e Grillo (in ordine di importanza)? Ripeto: nominati, non eletti, poiché anche loro sono stati nominati e impilati nelle liste come soldatini, solo che lo rinfacciano unicamente agli altri, mai che lo dicano a se stessi davanti allo specchio, magari la mattina prima di uscire di casa.
Perché costoro (in vita grazie alla gente in buona fede che ancora crede in loro e li vota) sono così stupidi, limitati, basici, proprio come gli adepti di una setta?
Ecco perché.
Dovremmo star qui a parlare del contenuto del regalo alle banche (Ecco i tre super regali di Letta alle banche) votato dalla Camera, grazie anche alla “ghigliottina” utilizzata con tempismo da “bancaria” da parte della presidente della Camera, Laura Boldrini (Sel).
Dovremmo parlare dei trenta incarichi in due di Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, e della sua fin qui anonima signora, Maria Giovanna Basile.
Dovremmo parlare di tutti i nostri ragazzi costretti a emigrare come negli anni Cinquanta, magari nella Germania della signora Angela Merkel, dove – inutile chiedersi a spese di chi – hanno appena abbassato l’età pensionabile da 67 a 63 anni.
Dovremmo parlare della porcheria delle Regioni (venti staterelli da abolire, altro che le Province). E, per esempio, dovremmo parlare, oltre che della storiella di letto del governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi (Pdl), che ha “dormito” con la ragazza a cui poi la Regione ha dato un incarico da 200 euro al mese, della norma che come un funghetto l’altro giorno è spuntata nella Regione Puglia, ormai ridotta a un grande feudo clientelare sgovernato da Nicola Vendola (Sel): una norma che rivaluta i vitalizi dei consiglieri regionali, i quali, già beneficiari di superliquidazioni appena terminato il mandato, ora possono anche godere di vitalizi superiori ai 3.000 euro dopo soli tre o quattro anni di “lavoro” (quando per una pensione di tremila euro una persona con un reddito decoroso, per esempio un medico o un giornalista, deve lavorare almeno per trentacinque anni; non parliamo degli operai, con cui il comunista dei mie stivali Vendola, 25 mila euro al mese, il più pagato d’Europa, fa i gargarismi).
Ecco, dovremmo parlare di tutto questo e di molto altro.
E invece cosa fanno i grillini?
Chiamano boia (boia, eh, manco fosse Stalin o Kim Jong Un) il presidente Giorgio Napolitano (un fatto grave, e lo dice uno come il sottoscritto, che a Napolitano non ha risparmiato critiche e considera obsoleto il reato di “vilipendio”).
Vanno all’assalto dei banchi del governo, come quella Lupo che dice di aver preso uno schiaffo da quell’altro babbione di magistrato-deputato (un altro!) Dambruoso (Scelta civica), facendo così della modesta Boldrini una “martire della democrazia”.
Rinfacciano alle deputate del Pd – lo ha detto tal grillino De Rosa – di essere in Parlamento “perché fate bene i pompini”. Si guardi in casa, il grillino, e magari scoprirà che ce ne sono di ancora più brave. (Detto tra noi: che il Cielo le protegga. Anche se è ovvio che questa qualità non dovrebbe interferire con qualsivoglia forma di governo, sia esso monarchico, autoritario o democratico, benché la Storia ci insegni abbondantemente il contrario).
Fanno gesti osceni mentre cercano di articolare un discorso dal seggio parlamentare – gesti da stadio, si potrebbe dire, ma sarebbe un’offesa per i tifosi delle curve -, come quel Segoni che si porta le mani all’inguine e le muove all’unisono dall’alto in basso, quasi volesse spiegare che il suo cognome è un accrescitivo di quella cosa lì.
Infine, ubriachi di “democrazia dal basso”, chiedono l’impeachment di Napolitano (un’altra stronzata allo stato puro) con una motivazione balbettata dal noto giurista grillino Crimi che suona così: Napolitano ha attentato alla Costituzione perché, se non avesse avuto nulla da nascondere (nemmeno la Santa Inquisizione era arrivata a questo livello di teorizzazione della colpa presunta), non avrebbe chiesto la distruzione delle intercettazioni eseguite dalla procura di Palermo che lo riguardavano. Chi glielo spiega a questo senatore della Repubblica per mancanza di prove il concetto di immunità del Capo dello Stato?
Perla finale, la rissa tra grillini seguita all’ubriacatura collettiva di cui sopra. I nominati grillini – “onorevoli” o “cittadini” che dir si voglia – si sono presi a male parole, urlando e quasi menandosi, perché alcuni hanno scoperto di aver firmato per l’impeachment del presidente della Repubblica “a loro insaputa”. Uno vale uno, e democrazia dal basso, una beata cippa. Qui, si son detti, siamo pupazzi nelle mani di pupari (ma va?).
Ecco, volevamo e dovevamo parlare d’altro. Invece, poiché spesso la stupidità umana fa più danni della malvagità, grazie ai grillini parlamentari l’attenzione di tutti è stata dirottata dalle questioni serie alle gesta idiote di omini e donnine che fanno la volontà della ditta commerciale C&G (come tale è registrato il marchio M5S) proprio come farebbero i Compagni di Baal (fu un fortunato sceneggiato tv, ma andate a vedere chi è Baal).
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