In questa foto VENDOLA A PRANZO CON LA GIUDICE CHE LO HA ASSOLTO potete vedere dieci persone sedute e due in piedi. Si tratta di sei magistrati (uno poi è stato eletto parlamentare), un poliziotto, una commercialista, una giornalista, due designer e Nichi Vendola.
Ecco, dopo giorni di conferme e smentite, la foto della festa privata a cui parteciparono sia il governatore della Puglia sia il giudice, Susanna De Felice, che lo ha assolto il 31 ottobre scorso da un’accusa di abuso di ufficio (e che Vendola dice di non aver mai conosciuto).
L’occasione, nell’aprile 2006, è il party per i quarant’anni di Paola Memola, cugina commercialista del presidente della Puglia. Vendola, il primo a destra nell’inquadratura, siede vicino al compagno Ed Testa, designer canadese. Due posti più in là (li separa il capo della Squadra mobile di Foggia, già alla Mobile di Bari, Alfredo Fabbrocini) si riconosce il volto sorridente del giudice Susanna De Felice.
In piedi dietro di lei, bionda e occhiali da sole, la festeggiata, Memola. A sinistra di De Felice, il compagno Achille Bianchi, all’epoca pm a Trani e oggi distaccato alla presidenza del Consiglio come “esperto” di diritto societario.
Posto di capotavola per Teresa Iodice, altro sostituto procuratore barese (titolare delle indagini aperte alla fine del 2009 sul presunto complotto contro l’allora premier Silvio Berlusconi). Alla sua destra Michele De Francesco, architetto e designer, affiancato dalla compagna Carmela Formicola, nella foto con grandi orecchini rotondi, giornalista di cronaca giudiziaria della Gazzetta del Mezzogiorno. Dietro di lei, sempre con gli occhiali da sole, Emma Manzionna, giudice del tribunale civile di Trani (compagna dell’avvocato Andrea Moreno, difensore di Gianluca Guerrieri, compagno della suddetta pm Iodice, arrestato nel 2010 per presunte frodi fiscali).
Infine, a sinistra dell’immagine, Gianrico Carofiglio, oggi senatore Pd, all’epoca pm, insieme con la moglie Francesca Pirrelli, sostituto procuratore presso la procura di Bari, entrambi grandi amici di Vendola e della coppia De Felice-Bianchi.
(Giacomo Amadori, “Panorama.it” 21/2/2013)


p.s.
Ogni altro commento, specialmente su questo blog, in cui tutto è stato detto a tempo debito, è davvero superfluo. Soprattutto dopo la patetica e scontata “autodifesa” del ciarlatano, che ha evocato la fazian-santorian-savianesca “macchina del fango” (cioè gli amici suoi che lo hanno tenuto “alto” in tv in tutto questo periodo). Una cosa soltanto: quando il ministero della Giustizia disporrà un’ispezione seria nel palazzo di Giustizia di Bari? E magari anche in quello di Trani, visto che la distanza è poca e la litoranea molto bella?.
Annunci