Mi stavo annoiando troppo, tra banchieri di partito e partiti di banchieri, primarie e secondarie e parlamentarie e minchiate varie, più una campagna elettorale vasectomizzata dal Porcellum e corredata dall’indecente spaccio – e nemmeno in modica quantità per uso personale, ma a fini elettoralistici – dei nomi passepartout di Giovani Falcone e Paolo Borsellino. E così ho preso una decisione. Ho deciso di indire un premio.
Ogni mese, questo blog assegnerà il premio SdM, ovvero lo Scienziato del Mese, a chi si sarà distinto per impegno o per naturale talento in uno dei tanti ambiti della sfera pubblica.
Questo mese the winner is Michel Martone, viceministro del Lavoro.
E’ lui lo Scienziato del Mese. Per aver affermato che l’emorragia di studenti italiani dalle patrie università (-58 mila ragazzi che rinunciano a laurearsi pur essendo bravi studenti, o che scelgono di farlo all’estero) è colpa “dell’idea diffusa che la laurea sia inutile e di modelli negativi come Fabrizio Corona”. Questa affermazione fa il paio con un’altra di qualche tempo fa, sempre dell’ineffabile Michel, occhialino tondo e ciuffetto finto ribelle, che definì “sfigati” gli studenti che non si fossero laureati entro il ventottesimo anno d’età.
Lo Scienziato – quasi nessuno sa che ricopre la carica di viceministro del Lavoro, ma basta dire “Michel” e tutti dicono “Ah, sì, Michel” – dimostra di non conoscere un beneamato fico secco della realtà disastrosa degli atenei italiani, della popolazione studentesca italiana e del mondo del lavoro (precario) giovanile italiano. Michel è il solito figlio di papà assiso su una poltrona ministeriale a soli 39 anni (naturalmente egli è anche docente universitario) senza conoscere nulla della materia oggetto della sua azione (?) di governo, senza essere stato eletto da nessuno e senza avere la minima idea di quanto Fabrizio Corona, pur tra i mille casini e le mille cazzate commesse, rispetto a lui sia mille volte più “autentico”, anche perché, in ogni caso, dei suoi comportamenti risponde di persona (e persino in maniera esagerata, poiché sette anni di carcere per ciò che gli si imputa sono una bestialità, ci toccherà dar vita a un movimento per amnistiarlo).
Ma Michel? Ha mai lavorato davvero, Michel? E come è diventato prof all’università? E ora che vive il brivido della cadreghina ministeriale (speriamo sia l’ultima volta), a chi risponde Michel per le cose che dice e che fa?
Questa Giuria non ha dubbi, attribuire – con pieno merito – a Michel Martone il premio Scienziato del Mese è il migliore degli esordi possibili.
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