Il magistrato che indaga sul caso appalti è la moglie di Carofiglio, oggi senatore Pd ed ex collega di Emiliano. Per trasparenza la toga dovrebbe astenersi dall’incarico


di Carlo Vulpio


Caro Direttore, tra tutte le faccende di politica e tangenti che riguardano la destra e (un po’ di più) la sinistra dalle Alpi al Lilibeo, mi pare che la vicenda pugliese sia in questo momento la più interessante. Un vero caso di scuola. Le cozze regalate al sindaco di Bari, Michele Emiliano, infatti, saranno pure cozze pelose, ma lo sono meno della disperata rimasticatura delle colpe del berlusconismo come peccato originale e fonte inesausta di tutti i mali del mondo.
In Puglia, negli ultimi anni, è accaduto di tutto e di peggio. Ma stampa e tv sono apparse impegnate a tenere alta la menzogna della «Puglia migliore», nascondendo con storie di escort studiate a tavolino lo stupro del paesaggio, lo sfascio della sanità, la diossina che uccide di leucemia i bambini di Taranto e gli scandalosi appalti nella gestione dei rifiuti.
L’elemento che però caratterizza quest’ultima puntata – e stupisce che nessuno lo abbia sollevato come una aberrazione incestuosa – è che uno dei pm che conduce l’inchiesta si chiami Francesca Pirrelli. Cioè, la moglie del senatore pd, nonché magistrato in aspettativa, Gianrico Carofiglio. Il quale è stato collega e amico del magistrato in aspettativa e sindaco pd Emiliano (anche se il rapporto sembra incrinato).
Ora, la pm moglie del pm-senatore, oltre che magistrato in servizio nello stesso distretto giudiziario che coincide con quello del marito-pm e con il collegio in cui il marito-pm è stato eletto, è anche ufficialmente «molto amica» di Nicola Vendola (lo ha dichiarato lei nero su bianco, astenendosi da un procedimento in cui era coinvolto Vendola). Il sindaco di Bari, che in questa storia non è (finora) indagato, qualche giorno fa, difendendosi dalle accuse di «parentopoli» nelle assunzioni al teatro Petruzzelli, ha accusato i «vendoliani famelici» di aver afferrato tutti i posti che potevano afferrare in Regione. In altre parole, la Occupy Apulia dei «sellini» è per Emiliano una vicenda clientelare, quindi meritevole di approfondimento giudiziario.
Domando: se il pm è amica di Vendola ed è moglie del pm-senatore-pd, il quale è (era) a sua volta amico e collega del sindaco-pd, come può non sorgere spontaneo il legittimo sospetto che quel pm possa a) favorire Emiliano per non imbarazzare troppo il partito del marito, b) al contrario, tenere sotto tiro Emiliano, fulminandolo appena si azzardi a parlare di nuovo di «famelicità» degli amici del suo amico governatore?
E’ vero, il pm non può essere ricusato. Ma può astenersi. In questo caso, dovrebbe. In attesa che tra mogli e mariti, specie se pm e parlamentari, il legislatore metta mano al più presto a una riforma del «diritto di famiglia».
(da il Giornale, 18 marzo 2012)
Advertisements