Un “pizzino” per Monti
In un primo momento mi sono detto: vuoi vedere che il premier, il professor Mario Monti, ha davvero letto la breve nota che gli ho inviato e l’ha messa in pratica subito, facendo la cosa più semplice e più giusta? Vuoi vedere che quel messaggio che ho infilato nella bottiglia gli è arrivato e lui lo ha tradotto in atti aventi forza giuridica?
La mia noterella indirizzata a Monti era davvero breve, quasi un “pizzino”. Ma era inequivocabile. Titolo: il calmiere. Oggetto: boiardi di Stato, retribuzioni dei dirigenti delle società pubbliche e a partecipazione pubblica. In due parole: tutti i dirigenti di queste società ed enti non debbono poter guadagnare più di una certa cifra, che il governo in carica sembra – ma ormai bisogna dire sembrava – aver individuato nella retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione, cioè 305 mila euro l’anno.
Evviva, mi son detto. Monti ha letto, ha detto e ha fatto.
Ma l’esclamazione di gioia mi si è strozzata in gola, perché un attimo dopo aver pronunciato l’affermazione di principio il governo “tecnico” ha tecnicamente previsto una “deroga”. In sostanza ha svuotato di contenuto il principio del “tetto”, del “calmiere” che aveva detto di voler attuare e ha stabilito che sarà esso governo a decidere chi, tra i dirigenti e i presidenti di società pubbliche e partecipate, guadagnerà di più (e di quanto) rispetto ai miseri 305 mila euro del primo presidente della Cassazione.
Improvvisamente, il mio “pizzino” è tornato a essere carta straccia. E senza nemmeno la protezione della bottiglia.
E io, che per un momento mi ero illuso e volevo dire: bravo Monti! ecco finalmente uno che non teme di sentirsi dare del dirigista-statalista-interventista per essere riuscito nell’impresa di “calmierare” gli stipendi pubblici (pagati con i soldi di tutti), ecco, io, in quel momento, mi sono arrabbiato. Ma con me stesso. Non devo scrivere più “pizzini”. Tanto meno al premier.


Europa League
L’ultimo rapporto della Ubs, l’Unione banche svizzere, che chiunque può trovare su Internet, dice che “L’euro non sarebbe mai dovuto nascere” e che se l’Italia tornasse alla lira forse vivrebbe un dramma (che è anche molto “psicodramma”) meno grave di quello che sta vivendo. Mi sembra che pur non avendo partecipato alle riunioni degli gnomi elvetici dicessimo qualcosa di molto simile nel nostro ultimo post su questo blog. Che ora, mi dicono, leggono anche alla università Bocconi.


Minchia, signor tenente!
Il giudice Clementina Forleo, gip di Cremona (ma ancora per poco, visto che sta per tornare al tribunale di Milano, dopo che Tar Lazio e Consiglio di Stato hanno ribaltato la vergognosa decisione del Consiglio superiore della magistratura di trasferirla per incompatibilità ambientale), ha vinto un’altra causa, questa volta contro Pasquale Ferrari, ex tenente (ora capitano…) dei carabinieri di Francavilla Fontana (Brindisi), città natale della Forleo e luogo della scomparsa dei suoi genitori (“annunciata” da una serie di lettere e telefonate anonime) a causa di un incidente stradale.
La Forleo era stata denunciata dal tenente e accusata di minacce a pubblico ufficiale e ingiurie, poiché aveva osato chieder conto del modo in cui i carabinieri del luogo avevano svolto le indagini sulla morte dei genitori. In primo grado, nonostante la richiesta del pm di condannarla a due mesi di reclusione, il tribunale di Brindisi ha assolto la Forleo. In secondo grado, la seconda sezione della Corte di Appello di Lecce ha confermato la sentenza di assoluzione, nonostante la richiesta della pubblica accusa di condannare il giudice Forleo a 500 euro di multa.


Un palo nel cu…ore
Pale eoliche intorno ai Sassi di Matera, che l’Unesco (e solo essa, evidentemente) considera patrimonio mondiale dell’umanità. Da non crederci. Quattordici torri di 130 metri, stando a ciò che riporta questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno (L'ombra dell'eolico si allunga sui Sassi). Il cattivo esempio del più pagato governatore d’Italia (“Operaiiii! Tiè!”, gridava in un film Alberto Sordi, facendo il gesto dell’ombrello) e della sua giunta – nella vicina Puglia – ha contagiato anche la Basilicata.
L’affare più lucroso del secolo, le “rinnovabili”, che in Italia, grazie agli incentivi statali più alti del mondo, è più remunerativo del narcotraffico, non conosce ostacoli.
Domanda: se per uccidere i vampiri i pali vanno conficcati nel cuore, per neutralizzare gli stupratori del paesaggio e dell’ambiente dove bisogna piantarglieli i pali?
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