Avrei voluto parlar d’altro, e precisamente dell’invocazione del colpo di Stato – con carabinieri, polizia, dichiarazione dello stato di emergenza, sospensione delle garanzie costituzionali – da parte di un signore dal doppio cognome anamorfico, Alberto Asor Rosa, che sarà pure un vecchio e malmostoso barone universitario, uno di quei nobili per lignaggio che si fecero comunisti perché così andava il mondo, ma resta pur sempre un signor critico letterario e un autorevole docente di storia della letteratura italiana.
Ecco, di questo volevo parlare, del professore Asor Rosa che, per incontinenza intellettuale più che senile, ha pisciato, e molto pericolosamente, fuori dal vaso.
Invece mi tocca dovermi occupare del fango – sì, insomma, della merda – sparsa ad arte dal “Pacco quotidiano” e da uno che credevo amico e collega per bene sul programma tv per Rai Uno che da qualche mese sto preparando insieme con Vittorio Sgarbi.
In questa vicenda, la vergogna maggiore, tuttavia, non è nelle falsità, nell’approssimazione, nel gioco sporco sulle cifre (nette, lorde, a titolo di rimborso spese o di retribuzione per le prestazioni svolte), quanto nella censura. Si è negato, ancora una volta e in maniera clamorosa, da parte di questi “paladini” della libertà di stampa e di espressione, il diritto di replica a chi, come me, voleva smentire e rettificare affermazioni inveritiere e diffamatorie.
Niente da fare. Né Padellaro Antonio, direttore del Pq, e nemmeno l’Ansa, l’agenzia di stampa che rappresenta di fatto tutta la carta stampata nazionale, hanno pubblicato un rigo del mio intervento.
Ho dovuto chiedere ospitalità a “il Giornale” – a cui sono grato per la porta aperta – affinché il mio “diritto di tribuna” fosse riconosciuto.
Qui di seguito, trovate il mio articolo pubblicato dal Giornale e, a seguire, due sms inviati da me a Gianni Lannes. Questo cronista, che avevo invitato a far parte della redazione giornalistica del programma di Sgarbi anche perché era disoccupato e me ne dispiaceva, all’improvviso (dagli sms capirete perché) se ne è andato. Non prima naturalmente di aver scritto una letterina miserabile al “Pacco quotidiano”. Che naturalmente, al contrario di ciò che aveva fatto con me, l’ha immediatamente pubblicata.
Infine, trovate la lettera con cui l’attrice Sabrina Colle, compagna di Sgarbi, smentisce le notizie sulla sua partecipazione al programma e annuncia querela nei confronti del Fq. Nel frattempo, però, la Macchina del Fango, o el Fatto, era già funzionante “a regime” e, a sua volta, aveva già messo in moto il meccanismo delle offese e degli insulti – vigliacchi e quasi sempre anonimi – ai danni dell’ignara e incolpevole Sabrina.
Buona lettura.


(da il Giornale, 16 aprile 2011)


Pubblichiamo una lettera inviata inutilmente domenica scorsa da Carlo Vulpio al direttore del Fatto quotidiano Antonio Padellaro e all’Ansa.


Caro direttore,
come qualcuno di voi forse sa, sono da vent’anni un giornalista del Corriere della Sera e, da qualche mese, uno degli autori del programma di Vittorio Sgarbi.
Qualcuno di voi forse saprà anche – di sicuro, lo sanno i miei 37.499 elettori – che nel 2009, alle ultime elezioni Europee, sono stato candidato come indipendente nell’IdV, partito per il quale ho accettato di candidarmi per due ragioni: perché avevo creduto alla possibilità di un “nuovo corso” della politica italiana e per “legittima difesa” (stavano per arrestarmi ingiustamente, per una ipotesi di reato allucinogeno – associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa in concorso morale esterno! -, che mi vede tutt’ora inquisito).
Di questa storia, voi del Fatto, non parlate. Delle centinaia di migliaia di inutili e invasive intercettazioni che per quattro anni abbiamo dovuto subire (otto faldoni e 12 dvd) a opera di magistrati che agiscono come “legibus soluti”, voi del Fatto, come del resto quasi tutta la stampa italiana, non parlate.
Di che cosa parlate? E persino in apertura di giornale? Del nuovo programma di Sgarbi, al solito liquidato come esecutore di ordini dell’odiato Berlusconi, che “succhierebbe” otto milioni di euro dalle tasche degli italiani.
E va bene. Ognuno sceglie di parlare di ciò che crede più giusto e più utile alla propria causa. Ma che almeno le cose raccontate siano vere.
In questo caso, caro direttore, non sono né vere, né verosimili.
E’ incredibile come si possa parlare senza alcuna verifica di soldi che piovono come grandinasse, di titoli del programma che cambiano ogni giorno, di ospiti che scappano appena sentono che vogliamo invitarli.
E’ assurdo che ci si debba “difendere”, anche solo nella forma di una precisazione, da ciò che non esiste in natura.
E in natura, caro direttore, non esistono né le affermazioni del tuo giornale, né – per dirne una – esistono ancora i nostri contratti. Proprio come lamentate voi per Vauro e il tuo vice Travaglio.
La verità, caro direttore, è un’altra. Questo nostro programma, che viene attaccato e bocciato e infangato prima ancora di sapere nulla e di andare in onda, non lo voleva e non lo vuole nessuno. Perché è e sarà un programma libero. Perché io sono libero. Perché Sgarbi è libero. E liberi sono i giornalisti chiamati a collaborare con noi.
Ti sorprenderò, caro direttore, ma posso dirti, senza timore di sbagliarmi, che questo programma non lo vogliono né a destra, né a sinistra – dove, va detto, non s’è mai visto alcuno mostrare lo stesso indignato impegno per i due milioni e duecentomila euro all’anno a Fabio Fazio, i 750 mila euro a Michele Santoro, i 700 mila euro a Serena Dandini, i 400 mila euro a Giovanni Floris e via elencando.
Non solo. A parte il direttore generale Rai, Mauro Masi, che con noi si è comportato con correttezza e signorilità, questo programma sembra che non lo vogliano nemmeno in Rai. Ma poiché siamo stati sempre ottimisti e determinati, ecco l’ultima carognata: far filtrare all’esterno notizie infondate e diffamatorie che potessero mettere in moto la Macchina del Fango. Non fare in modo, caro direttore, che questa macchina diventi la Macchina del Fatto.
Carlo Vulpio


sms 15 aprile 2011
(dopo la pubblicazione sul Fq della lettera di Lannes)


“Mi dispiace per te, Lannes, ma io non ingoio e non ho mai ingoiato nulla “pur di”. Che tristezza la tua lettera al Fq (che invece non pubblica la mia: ti sei chiesto perché?). E perché non hai smentito l’unica cosa che c’era da smentire, e cioè che tu (come gli altri colleghi della redazione) non prendi 45 mila euro?
Non so se tutto questo ti serva a spianarti la strada per qualche altro “palcoscenico”, o se qualcuno ti abbia promesso qualcosa per questo tuo improvviso e infondato “atto di accusa” che somiglia molto a quello di un “pentito” ad hoc. E non mi interessa saperlo.
Da oggi so solo che sei intellettualmente disonesto, e mi dispiace. Per te.”


sms 16 aprile 2011
(dopo aver scoperto che Lannes si era candidato)


“Bene, Lannes, ora è tutto molto più chiaro: sei candidato sindaco a Orta Nova, e in tutto questo tempo – io ti ho chiesto di lavorare con noi fin da dicembre – non ci hai detto nulla.
Scorretto, bugiardo, perfido, hai costruito una polemica inesistente fondandola sul “niente da spartire” con Sgarbi, Berlusconi, Dio e la Madonna per precostituirti un alibi, attribuirti una “medaglia” e al momento giusto spargere merda su di me e su chi, come Sgarbi, ti ha aperto la porta di casa sua senza chiederti nulla in cambio e accogliendoti con un rispetto che non meriti.
Hai persino sfruttato l’occasione della manifestazione di Taranto – dove ti avevo mandato per fare un servizio giornalistico – per salire sul palco e improvvisare un comizio elettorale, addirittura inserendo quelle immagini nel servizio da mandare in onda! Bravo. Adesso goditi i tuoi trenta denari, io non ho rimorsi di coscienza.”


Lettera di Sabrina Colle inviata al Fq il 14 aprile 2011(naturalmente, non pubblicata)


In merito alle notizie riferite ne “Il Fatto Quotidiano”, in un articolo a firma Tecce Carlo, secondo le quali la RAI avrebbe sottoscritto con me un contratto in qualità di autrice di un programma televisivo riguardante Vittorio Sgarbi, mio compagno nella vita, per il quale verrei retribuita la bellezza di quarantamila euro, manco fossi un premio Nobel, mi trovo a dover precisare che si tratta, a dispetto del nome del Vs.giornale, di una panzana allo stato puro, talmente ridicola e campata in aria da non meritare altre perdite di tempo, se non per rimarcare i danni che la calunnia gratuita sta già provocando.
Vorrei ricordare al Tecce e a chi maldestramente lo informa che sarebbe bastato qualche rapido controllo per verificare che non solo non ho mai svolto, né ho mai avuto intenzione di svolgere compiti di autrice come quello che mi si vorrebbe attribuire, ieri come oggi, oggi come domani, ma che tale ruolo sarebbe assolutamente incompatibile con gli impegni professionali – per la cronaca, di professione non faccio la fidanzata di Vittorio Sgarbi, ma l’attrice, con una carriera non proprio insignificante alle spalle – in cui sono attualmente coinvolta, loro sì a suo tempo contrattualizzati, che continueranno a tenermi lontana da Roma, fra Palermo, Bologna, più volte Milano, fino alla fine di maggio.
A tutto ciò, si aggiunga il fatto, per me quotidiano, che ho sempre mantenuto a tenere separata la mia vita privata, in particolare per quanto riguarda la mia relazione con Vittorio, da quella professionale, come un altro semplice controllo avrebbe potuto facilmente appurare. Ma si usa verificare, nel mestiere che fa il Tecce, se non altro per lo scrupolo personale di non umiliare le proprie capacità di comprendonio, quando si prendono per buone castronerie come queste?
Riderei di questa storia, francamente grottesca, tipicamente italiota, se non avessi già constatato, come accennato, che la calunnia di Tecce, come tutte le fecce, genera spontaneamente altre fecce.
Riporto testualmente dal Facebook ”Informazione Libera“ (di diffamare?), a commento della notizia di provenienza ”tecciosa” (”Sgarbi assume in Rai la fidanzata Sabrina Colle: 40mila euro”).
Nicola Niko Chiappi: “Povera ragazza, è una sorta di pensione di accompagnamento! A stare con uno così, se la merita tutta!”; Valentina Ermini: “Per fortuna che Berlusconi non è il solo a salvare le donne dal marciapiede!”; Fabio Algerini: ”…’naltra zoccola…”; Famiglia Raveggi: “Sono riuscita a non vedere mai, neanche per sbaglio, Ferrara. Certo eviterò anche Sgarbi e la sua ganza. Fatelo tutti e passate parola!”; Massimo Bechis:”e per no farli fare ancora la prostituta!”; Rosetta Sorrentino: “che schifo e come fà a stare con questo caprone BEARKKKKKKKKKK”; Ilda Marino: “Mi pare giusto. Anche lei ha da campa’ E poi trovare lavoro con le scorciatoie è più facile Non si passa neanche per il precariato”; Dyva No: “troia”. E tanto altro ancora su di me.
Non avrete dunque alcuna difficoltà a comprendere le ragioni per cui ho incaricato il mio legale di querelare il Vs. giornale e il Tecce Carlo che con Voi collabora, concedendo alla sua fervida fantasia la licenza di scegliere la cifra d’indennizzo danni che verrà pretesa: 40.000 euro, da dare in beneficenza agli orfanelli. Dell’informazione attendibile.
Cordialmente
Sabrina Colle
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