Buon anno a tutti.
Questa volta mi andava di scrivere un post diverso dal solito e così ho scelto dieci cose del 2010 che mi sono piaciute e altre dieci che invece non mi sono piaciute. Ne avrò dimenticate almeno altre duemila, ugualmente meritevoli di essere menzionate, e nella scelta delle dieci cose sì e dieci cose no mi sono regolato un po’ a istinto, un po’ a caso e molto vagando a zonzo. Ma così è, se vi pare. E anche – sia detto con la giusta ironia – se non vi pare.
Le dieci cose che mi son piaciute:
Massimo Cacciari, quando ha detto: “Vendola si iscriva al Pd e la finisca di rompere i coglioni”.
Susanna Camusso, quando ha detto che ai referendum in fabbrica si partecipa e, se si perde, si accetta il risultato. (Questo vuol dire che si può anche vincere e che, se si vince, anche “gli altri” devono rispettare il risultato).
Roberto Baggio (già Pallone d’oro, attualmente portavoce Fao e presidente del settore tecnico Figc), che a Hiroshima, in Giappone, per decisione dei premi Nobel mondiali ha ricevuto il “Peace Summit Award” per il suo impegno umanitario e per il suo ruolo nella campagna di liberazione della leader politica birmana Aung San Suu Kyi.
– Il “triplete” dell’Inter (Campionato italiano, Coppa Italia, Coppa dei Campioni), che poi in realtà è un poker, se aggiungiamo la Supercoppa italiana, e una cinquina, se ci mettiamo anche la Coppa Intercontinentale.
– La riapertura, a Venezia, dopo anni di oblio, dello splendido Palazzo Grimani grazie all’impegno e alla “rabbia” del Soprintendente Vittorio Sgarbi. Palazzo Grimani ospiterà, fino a marzo prossimo, un’altrettanto splendida mostra di Hieronymus Bosch.
Waka Waka, ma cantata e ballata da Shakira.
– Quello che di buono c’è nella riforma dell’Università, per esempio il tentativo (è solo un primo passo, certo, si può fare di più) di colpire la “parentopoli” continua e la “privatizzazione” di fatto degli Atenei pubblici, in mano a scafatissimi baroni come altrettanti feudi indipendenti.
– La riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino – 47 chilometri, chiusa nel 1987 – grazie all’accordo tra lo Stato e la Regione Marche e grazie, soprattutto, all’impegno decennale dell’associazione di cittadini “Ferrovie Val Metauro”, del piccolo comune di Fermignano, 8.500 abitanti, provincia di Pesaro e Urbino.
“Il concerto”, grande, grandissimo film di Radu Mihaileanu, autore anche del meraviglioso “Train de vie” . Lo so, “Il concerto” è uscito nel 2009 (ma io l’ho visto nel 2010).
Gaetano Pecorella, Pdl, membro della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, che ha definito “residuali” i termovalorizzatori (rectius, inceneritori) e ha detto: “L’obiettivo è il recupero: arrivare al 90 per cento del riutilizzo, come in Germania. L’avvenire è questo”.


Le dieci cose che non mi sono piaciute:
Antonio Cassano, calcisticamente un fuoriclasse, perché secondo me questa volta non è stato soltanto maleducato, ma pateticamente furbo e principalmente avido: con il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ha litigato di proposito per poter andare dove lo aspettavano già (Milan).
Sergio Marchionne, poiché sostiene che chi non firma il suo accordo aziendale non ha il diritto di rappresentanza sindacale (e questo glielo rimprovera persino “il Foglio”, che fa il tifo per lui).
Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che oltre ad avermi querelato (e vabbe’) ha chiesto anche il sequestro preventivo e l’oscuramento di questo blog, proprio come aveva fatto il suo sodale Giuseppe Cascini, segretario della medesima associazione togata. Solo che mentre a Cascini procura e gip di Bari hanno detto di sì in una settimana (il blog poi non è stato oscurato perché ha sede negli Stati Uniti), a Palamara il pm di Perugia, Tullio Cicoria, ha detto di no.
Da notare che Cascini & Palamara formano quella ditta che in ogni manifestazione e in ogni convegno non fa mancare mai il proprio sostegno alla libertà di stampa e di espressione contro, naturalmente, il “bavaglio” e la “censura” del Caimano.
– Il bollettino di guerra dall’Afghanistan (723 militari morti, 13 dei quali italiani) e quello dalle sordide carceri italiane (66 suicidi “ufficiali” in cella).
– La famiglia dei petrolieri Moratti (sì, quella del presidente dell’Inter), che s’incazza se qualcuno osa criticare le porcherie (non solo petrolifere) della raffineria di Sarroch, in Sardegna.
– I rifiuti di Napoli. Con la solita, stucchevole giaculatoria che non sa uscire dalla “tenaglia” inceneritori-discariche, quando con la raccolta differenziata e gli impianti di compostaggio si potrebbe risolvere il problema.
– In Puglia, le mille pale eoliche che sfregiano il paesaggio e fanno strage di uccelli e il “tombamento” di migliaia di ettari di terreni agricoli con distese di specchi fotovoltaici. E’ la Puglia la regione dei record nelle “energie rinnovabili”, che in realtà, in nome della green economy, in Italia sono diventate il più efficace veicolo di tangenti, oltre che il business del secolo, più remunerativo persino del narcotraffico.
Gianfranco Fini, che da presidente della Camera, terza carica dello Stato, fa il capo-fazione degli scissionisti del Pdl. Ben altra statura dimostrarono di avere, per fatti analoghi, Giuseppe Saragat, che si dimise nel 1947 da presidente dell’Assemblea Costituente, e Sandro Pertini, che fece la stessa cosa nel 1969 da presidente della Camera.
– La querela dell’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa, nei confronti di Fabio Matacchiera – tarantino, presidente della pericolosa associazione ambientalista “Caretta Caretta” (a tutela delle omonime tartarughe, in realtà pericolose come le Tartarughe Ninja) – per aver questi pubblicato sul proprio sito web alcune foto di venefiche emissioni notturne dalle ciminiere dell’Ilva.
– Il solito gioco delle tre carte da parte delle banche, come quello che Banca Intesa ha intavolato per “salvare” Alitalia-AirOne, recuperando i propri crediti, azzerando i debiti di AirOne (supervalutandola) e scaricando le perdite sui cittadini italiani.
Annunci