Come volevasi dimostrare. Nessun giornale italiano, nessun programma radiotv – nemmeno quelli i cui giornalisti si dicono pronti a incatenarsi e a fustigarsi (a chiacchiere) pur di difendere la libertà di stampa e di espressione di tutti e di ognuno – ha dedicato una parola che fosse una al tentativo di chiudere questo blog da parte dei magistrati di Bari (il pm Drago – al cui confronto il nome Caimano mette minor soggezione – e il gip Fanizzi).
Impossibile che nessuno di costoro non abbia dato anche solo una sbirciatina al post in cui racconto l’increscioso caso (pubblico, non personale). Impossibile perché, per molto meno, ricevo decine di mail e sms (molti belli e altri no).
Ugualmente impossibile è che nessuno abbia considerato la gravità di questa vicenda. Anche perché l’ordine di oscurare il sito web, che la Polizia postale non ha potuto eseguire solo perché questo blog ha sede negli Stati Uniti, è stato impartito a seguito di una querela per diffamazione presentata da Giuseppe Cascini, magistrato e segretario dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati.


Lo stesso Cascini – tenetevi dalle risate, se ancora vi viene da ridere – che quelli di Micromega hanno invitato alla manifestazione “No alla legge bavaglio” del 24 maggio, a Roma, assieme ad alcuni giornalisti, qualche editore e alcuni giuristi.
Cioè, per capirci: Cascini, come buona parte dei suoi colleghi, da un lato parla contro “il bavaglio” alle intercettazioni telefoniche, mentre dall’altro spara querele per far chiudere un blog che osa parlare di lui, nella migliore tradizione delle peggiori caste nazionali, quella politica e quella in toga.
Mentre Micromega, che pure sa bene chi è Cascini e chi è Vulpio, non solo fa finta di nulla e non spende una parola sul provvedimento liberticida dei magistrati baresi, ma offre a Cascini un palchetto dal quale il medesimo possa esibirsi come difensore del diritto di informare e di essere informati.
Non farò alcun commento. Mi chiedo solo (retoricamente) perché Michele Santoro non dice nulla. Perché Paolo Flores D’Arcais tace. Perché Marco Travaglio ignora la faccenda. Perché il Fatto Quotidiano non ne fa cenno. Perché Beppe Grillo si gratta l’ombelico. Perché de Magistris si volta dall’altra parte. Perché Di Pietro fa l’indiano.


Parlo di costoro, attenzione, non perché ne implori una improbabile solidarietà, ma più semplicemente perché son quelli con cui in qualche modo ho avuto a che fare “più da vicino” negli ultimi tempi. Ma è ovvio che lo stesso discorso vale per tutti gli altri. Diciamo che questi qui che ho nominato fanno più “effetto” perché un giorno sì e l’altro pure hanno la libertà di stampa e di espressione sempre in punta di lingua. Evidentemente, temono di eccedere e allora di fronte a un caso come questo si moderano.
Anche perché, se davvero dovessero mettere in pratica il principio della libertà di espressione uguale per tutti e senza deroghe, dovrebbero difendere, oltre che me, anche questo blog, e quindi tutti i blog. Ma così si metterebbero contro i magistrati Drago e Fanizzi, e anche contro Cascini e chissà quanti altri… Non so se gli conviene. Meglio un convegno con Cascini (que)relatore, meglio qualche slogan sul “bavaglio” e poi lasciar correre tutto il resto, far finta di niente.
Ma secondo voi, quanto si è credibili in questo modo? Micro o Mega?
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