Sono per la separazione tra Stato e Chiesa e quindi mi viene facile essere anticoncordatario. Sì, proprio come un uomo dell’Ottocento.


Considero un errore e un pasticcio la “costituzionalizzazione” dei Patti lateranensi, cioè l’aver introdotto nella Costituzione gli accordi tra lo Stato (italiano) e la Chiesa (cattolica) attraverso l’articolo 7 della Carta.


Ritengo, al contrario dell’opinione comune dominante, miope quella scelta, che era di stampo democristiano-comunista e che era avversata da molti altri: socialisti, liberali, azionisti e, in particolare, da Gerardo Bruni , unico deputato cristiano-sociale dell’Assemblea Costituente.


Sono credente e nel mio piccolo mi sforzo di essere un buon cristiano.


Ma sono laico e in questa materia di Stati e Chiese, se permettete, mi rifaccio agli insegnamenti di un grande maestro, Arturo Carlo Jemolo.


Va da sé che considero prioritaria la scuola pubblica su quella privata (che in Italia vuol dire scuola cattolica), la quale ha sì diritto di vivere e prosperare, ma, come dice la Costituzione, “senza oneri per lo Stato”.


Dirò di più. Sono contro l’imposizione del celibato ai preti e sostituirei l’ora di religione a scuola con un’ora di Storia delle religioni, senza che a nominare l’insegnante sia il vescovo (o altro capo religioso) e a pagarlo sia lo Stato.


Rivedrei anche il meccanismo truffaldino dell’otto per mille e lo adeguerei ai più trasparenti sistemi di finanziamento volontario ed esentasse in vigore in altri Paesi.


Dirò ancora di più. Se ci fosse oggi una Porta Pia da sbrecciare, due colpi andrei a tirarglieli anch’io.


Ma su questa storia del crocifisso da rimuovere dalle pareti degli uffici pubblici risponderei come Sandro Pertini , presidente della Repubblica, ateo e socialista: “Solo un coglione può pensare di fare una cosa del genere”.
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