Cari amici vicini e lontani, grazie.
 
Grazie, perché da adesso in avanti sappiamo che non siamo più soli. Anzi, che siamo esattamente 37.499. Un consenso enorme, di cui sono fiero, perché è un consenso che va moltiplicato almeno per cinque, in quanto è arrivato:
1) senza televisioni,
2) senza radio,
3) senza giornali,
4) senza apparati di partito,
5) senza quei blog che, al pari delle tv, berlusconiane e non, trasformano in “prodotto politico”  persino un fustino di detersivo.
 
Sono, questi voti che mi avete dato, non 38.000, ma 200.000.
 
Sento il bisogno di ringraziarvi uno per uno, non solo perché mi avete votato, ma anche perché con me avete scelto una strada in salita. Una strada, come avevo detto “prima” delle elezioni, che non doveva “necessariamente” portare a occupare uno scranno a Strasburgo o altrove, ma che aveva la “smodata” ambizione di aprire un cammino nuovo in tutto il Paese. Una strada le cui pietre miliari sono i principi di democrazia, libertà, uguaglianza, legalità – effettivamente praticati, non soltanto declamati -, anche quando questo dovesse dispiacere a coloro che sono schierati dalla propria parte.
 
Democrazia, libertà, uguaglianza e legalità, però, non possono mai essere disgiunte dall’esercizio del senso critico di ognuno di noi, e questo vuol dire agire sempre con indipendenza di giudizio e autonomia di pensiero.
Come, se permettete,  ho fatto io – prima, durante e dopo questa mia avventura elettorale. E come, lasciatemelo dire, avete fatto voi, che mi avete scelto proprio perché non mi avete seguito “fideisticamente” (alla maniera di chi ieri recitava i pensieri di Mao o di Lenin, oggi gli slogan delle tv, o domani quelli dei blog, compreso il mio), ma mettendo in discussione tutto, con domande, interventi, repliche, dissensi, a volte vere e proprie “requisitorie” che volevano verificare la coerenza delle parole con i comportamenti.
 
E’ ovvio che per tenere fermi questi principi si pagano dei prezzi. Sempre. Nella sfera privata e nella sfera pubblica. Ma per questi principi – lo abbiamo visto persino in questa nostra campagna elettorale “eroica e in solitaria”, come l’ha definita il mio amico Francesco Toscano – vale la pena lottare. D’altronde, non è proprio per questi obiettivi che io stesso mi sono candidato? 
E allora, quanto vale un seggio in parlamento, in qualsiasi parlamento, di fronte al fatto che siamo riusciti a “mettere in circolo” il virus benefico della libertà, della trasparenza, della coerenza – anche in politica, sì -, e a dire ciò che avevamo da dire e diremo ancora, a quelli “di destra” e a quelli “di sinistra”, ai “nemici” e agli “amici”, agli “alleati” e agli “avversari”?
 
“Quel fresco profumo di libertà”, noi, non lo abbiamo smarrito e anzi cercheremo di estenderne il desiderio a tutti quelli che lo vorranno.
 
E dunque, opzioni “tecniche” ma alquanto frettolose per un seggio in una circoscrizione; “dissociazioni” in pubblico su ciò che si condivide in privato; sguardi dei tuoi amici che si girano dall’altre parte mentre nel pieno della battaglia le tue immagini e il tuo nome vengono cancellati da foto, filmati e manifesti; accordi plurimi e sottobanco di chi non penseresti mai andrebbe proprio con quello o quell’altro; sono brutte cose, certo, ma fanno parte della grande “Commedia Umana”, figuriamoci se possa restarne immune proprio l’agone politico e la sua macelleria quotidiana…
 
Ma tutte assieme, queste cose, non saranno in grado di abbattere ciò che abbiamo appena cominciato a costruire e che crescerà sano e forte perché noi 38.000 che ne valiamo 200.000 sappiamo ragionare. Ve lo avevo detto. La mia ambizione era molto, molto più grande di una qualunque campagna elettorale: era, ed è, quella di riprenderci in mano questo nostro Paese, a cominciare da ciò che ognuno di noi sa far meglio. E poiché io faccio il giornalista, cosa che credo di saper far meglio, questo vi dovevo anche in termini di “libertà e trasparenza dell’informazione”.
 
Infine, ma non ultima, eccovi la prova che Dio esiste ed è grande. A Ceppaloni ho preso ben cinque voti di preferenza. Tra qualche giorno torno lì e ringrazio anche loro.
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